laboratorio donnae

volere tutto

– scritto di Giulietta Ruggeri – 

Volere tutto. Avere tutto. Tutto quello che piace agli uomini? No perché ne resterebbe esclusa la maternità che è cosa ben diversa dalla paternità per evidenti motivi. Ma, invece, ho proprio il sospetto che sì: nell’espressione voglio tutto si intenda proprio quello che possono avere gli uomini. E questa è già una bella contraddizione. Anzi è la trappola dell’emancipazionismo. Voglio diversamente, diversamente da come lo vogliono gli uomini? Anche questo non mi sembra una grande cosa. Già le donne il potere, per esempio, lo hanno, quando lo hanno, in genere cooptate dagli uomini. E poi, ancora, diversamente da chi? Il paradigma rimane immutato:l’uomo. Anzi l’Uomo. Io credo dobbiamo ricercare la libertà femminile di volere e poter avere quello che il libero desiderio femminile cerca. Ma perché ci sia libertà femminile ci deve essere anche libertà maschile. Libertà da stereotipi e ruoli che ingessano le diverse identità. E, per avere questo, bisogna rifondare il patto sociale tra donne e uomini. Bisogna cambiare l’organizzazione del lavoro, per esempio. Bisogna che la maternità, e la paternità siano contemplate come diritti che devono poter essere esercitati senza pagare prezzi. Bisogna che le donne riescano a fare una rete di forza rivoluzionaria dell’esistente. Le donne possono perché sono un soggetto politico non ancora compromesso.

Un commento su “volere tutto

  1. Nerella Sala
    3 agosto 2012

    Assolutamente d’accordo con la tua analisi.
    Prima ho letto il commento di Valentina alle provocazioni di Pina circa la politica ,
    poi i tuoi pensieri , idealmente provo a collegare con un filo quello che scrivi tu a quello che scrive lei.

    In sintesi , Valentina dice che non vi è alcuna differenza fra il fare politica delle donne e quella degli uomini quando hanno incarichi nelle istituzioni .

    Posso sottoscrivere in pieno la sua affermazione, le donne che hanno incarichi politici non riescono e non riusciranno mai a proporre politiche nuove frutto di una visione politica nuova semplicemente perchè non la possiedono ,perchè non si tratta semplicemente di essere più o meno oneste (cosa che non guasterebbe ovviamente) ma di avere una visione delle relazioni fra i generi e della organizzazione della società che può essere pensata ( e con grande sforzo) soltanto
    da tante donne e spero da quegli uomini che sono stufi riproporre stereotipi .
    Che cosa mi fa pensare insieme a te che noi donne possiamo farcela, tu dici : perchè siamo un soggetto politico non ancora compromesso.
    Proviamo a ragionare di questo: è vero che le donne sono rimaste ai margini della politica,perchè la politica è fatta in gran parte dai maschi, ma alla fine degli anni 70
    non era cosi’,il movimento delle donne era molto forte e autorevole e ben radicato
    nella società e allora perchè ci siamo ritratte ? io mi sento di affermare che ciò è avvenuto perchè ci mancava un progetto politico e abbiamo preferito non entrare
    in politica con valori e regole che non sentivamo nostre.
    Ci sono voluti 30 anni in trincea per trovare la chiarezza dei pensieri che ora “sento” di avere e “sento” che avete
    Ci vediamo a Roma

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Questa voce è stata pubblicata il 3 agosto 2012 da in donne, laboratorio, politica.

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