laboratorio donnae

se lo dico io, possiamo dirlo tutte

– scritto di Loredana De Vitis – 

Se lo dico io, possiamo dirlo tutte: “io sono bellissima”

Io sono bellissima.

È un’affermazione.

Una certezza.

Ci sono arrivata costruendo un progetto che si chiama proprio così – “io sono bellissima” – e che deve molto alla campagna “Immagini amiche”. Tutto è cominciato soltanto tre anni fa, eppure se mi guardo indietro e confronto quello che ero con quello che sono mi pare d’esser cresciuta tantissimo, come fossero passati dieci anni. Riesco a descrivere questa “costruzione” solo nei termini di una gran fatica, un grosso magma che avevo bisogno venisse fuori da qualche parte.

Tutte le esperienze vissute e ascoltate sul peso delle aspettative del mondo rispetto al corpo mio e delle donne che conosco le ho sentite, a un tratto, come un peso insopportabile. Guardando le “immagini nemiche” pensavo a quanto mi pesavano. Pensavo alle “battute” di certi uomini e pensavo quanta fatica avevo dovuto fare per smontarle e riderci su. Pensavo al tormento delle diete dimagranti, a quello del dover stare continuamente attente a cosa mangiare, a quello delle privazioni, alle fatiche fisiche tanto diverse da un po’ di sano e piacevole sport. La pelle, i brufoli, la massa grassa la massa magra, la cellulite, i peli, i seni che dopo qualche anno vanno giù per forza. L’ansia della “perfezione” per come ce la propinano e che, ovviamente, cambia continuamente. Per cui se magari a 35 anni ce la fai, arrivano i figli e non ce la fai di nuovo, e se poi ce la fai di nuovo arriva la menopausa e non ce la fai di nuovo per la terza volta. E se magari t’ammali a 20, 30, 40, 50 o 80 anni proprio non ce la fai in ogni caso. Ma magari non ce la fai, come per me, perché le tue cosce sono fatte così, cicciotte all’attaccatura. Sono così e basta. Oppure c’hai la colite, solo quella. Non sei ingrassata e non sei incinta. C’hai solo un po’ di colite. Per non dire dell’infinito altro su cui un sacco di gente pensa di poter avere un’opinione da comunicarti e che dovrebbe risultarti rilevante. Fatevi gli affaracci vostri!

Ecco, a tutto questo ho provato a rispondere con una “strategia” ed è nato “io sono bellissima”, una narrazione in forma di mostra per immagini e parole su un percorso personale di “liberazione”. Ho elaborato dolori atroci e tremende incazzature, con ironia e sarcasmo sono partita dal mio corpo. Il mio, non un altro. Perché se volevo dirmi “femminista” questo era l’unico modo possibile. È così che, tavola dopo tavola, tra foto di me e di parti di me e battute sugli stereotipi e su quanto siano noiosi, propongo a ogni donna un modo per riappropriarsi del piacere di dirsi davanti allo specchio e con orgoglio a chiunque “io sono bellissima”. È autodeterminazione, questa, secondo me. Non basta dirsi vicendevolmente tra donne “stai benissimo, sei bellissima”, cosa che è spesso solo tristemente consolatoria, figurarsi aspettare che lo dica qualcun altro. C’è bisogno di un cambio totale di punto di vista: in inglese spiego “first: I, then: you”. Come ho detto: deve diventare un fatto, una certezza. Io sono bellissima.

Beh, pare che la cosa funzioni. Gli scatti originali, che ho poi personalmente tagliuzzato ed elaborato con i testi, sono opera della mia amica Susanna Tornesello. Per scelta non una fotografa professionista, ma un’appassionata di fotografia con un po’ d’esperienza e uno “sguardo” molto interessante. Quel pomeriggio me lo ricordo benissimo, ci ho messo un po’ per sentirmi a mio agio davanti alla macchina fotografica. Poi l’esperienza si è rivelata divertente. Quando abbiamo finito, sedute davanti a un caffè, ho visto Susanna sorpresa, molto sorpresa. Ha detto qualcosa del genere: «Ho fotografato tante, tante donne, ma è la prima volta che mi capita di scattare senza sentire una sola richiesta di nascondere, mascherare o migliorare qualcosa». Vero. Nessuna richiesta di questo genere. E successivamente nessun ritocco “elettronico”: ci si avvicina alle tavole e si vede tutto. Peli, cellulite, pancia. Così. Tutto bellissimo, ve lo garantisco. Per questo le donne ridono e magari comprano pure l’adesivo che ho fatto stampare: c’è scritto, appunto, “io sono bellissima”. Mettetelo sulla macchina!, dico sempre, o se sulla macchina è troppo per cominciare… l’agenda!, mettetelo sull’agenda!

La mostra è stata prodotta con un processo di finanziamento dal basso e – grazie a piccoli contributi (economici e professionali) di donne e uomini – ai dieci pannelli fotografici ho affiancato il sito http://www.iosonobellissima.it, che dà conto dello sviluppo del progetto ma soprattutto vuole raccogliere testimonianze – in diverse lingue non solo europee – di donne che hanno fatto/desiderano fare un percorso similare o che si sono ri-trovate nella “strategia” proposta.

È così che il progetto va avanti, per “tessiture” potremmo dire, curando rapporti tra donne, una per una. Con Annarita Del Vecchio, per esempio, cerchiamo contatti nelle aree di lingua spagnola e con altre studiamo modi per diffondere nei paesi europei questa “strategia” che troviamo prima di tutto divertente. Per farla breve mi muovo, voglio continuare a muovermi con questo progetto e spero che anche il laboratorio Donnae possa essere un “nodo” della tessitura. Un risultato importante: foto, testi e racconti vengono da qualche mese anche dal Vietnam. Lo considero un evento straordinario, a maggior ragione perché arrivato a meno di un anno dal lancio del progetto. È accaduto che Alessandra Chiricosta, filosofa e storica delle religioni, s’è appassionata e ha avuto l’idea di “declinarlo” per il Vietnam e la cultura vietnamita che lei conosce molto bene. E così, a ottobre, sarò ospite dell’Ambasciata italiana ad Ha Noi con la mostra. Assieme a me ci saranno le donne vietnamite che in questi mesi hanno presentato testimonianze nell’ambito di uno speciale “contest” lanciato per l’iniziativa. Tutto bellissimo, ancora una volta.

Vi lascio con due aneddoti.

Certe volte le donne sono, oltre che divertite, “turbate” dall’idea. E allora…

Io sono bellissima e anche tu.

Non è vero.

Basta dirlo.

Se lo dico io possiamo dirlo tutte.

Come?

Fregatene. Dillo e basta.

Gli uomini sono, invece, invariabilmente curiosi e se n’escono spesso con sorrisi di cortesia.

Io sono bellissima.

Beh…

È un’affermazione. È un fatto.

Mah…

Non ti chiedo approvazione.

Ah no?

No, guarda meglio. Ancora meglio.

Perché?

Ci puoi arrivare anche tu.

www.iosonobellissima.it

iosonobellissima@loredanadevitis.it

2 commenti su “se lo dico io, possiamo dirlo tutte

  1. Nerella Sala
    10 agosto 2012

    E’ da 2 giorni che sono arrabbiata, si! ce l’ho, niente di meno che con Francesco Petrarca, proprio lui: il sommo poeta!
    In una sera di gran caldo estivo Aurelia ed io ci dirigiamo verso i giardini ducali di Modena per assistere alla lettura e commento di alcuni brani del Canzoniere.

    Lì vengo a sapere perchè me lo ero scordato ( troppi anni sono passati dalle letture scolastiche ) che
    Petrarca è affranto perchè Laura non corrisponde al suo amore, non si concede, il poeta è disperatamente innamorato della donna, il pensiero di lei non lo abbandona un istante è un tormento inimmaginabile che lo accompagna per decenni fino alla morte di lei ,quando è costretto a trasfigurarla poiché é diventata vecchia , quindi non più amabile ( lo scrive lui)

    Ma di cosa é innamorato Petrarca? : i biondi capelli, gli occhi chiari, le mani, il dolce suono della voce e le mammelle , già pare che Petrarca abbia visto Laura fare il bagno nuda !!

    Di chi sia Laura non ci é dato sapere: era allegra o triste? era felice o infelice?
    aveva amici o si sentiva sola? era colta? le piaceva la musica? amava il ballo?
    A queste domande che ci consegnerebbero una donna vera nessuno potrà mai rispondere perché a nessuno nemmeno a Pertarca interessò quella donna . Laura fù e rimarrà un oggetto , il soggetto, colui che prova emozioni, sentimenti é il poeta
    infatti di lui non si sa nulla, non importa se é giovane o vecchio,bello o brutto : lui é il soggetto, colui che sente , che prova le emozioni , la persona .

    Questa é la letteratura che abbiamo respirato a scuola e assieme assimilato gli stereotipi che contiene, i danni che una scrittura esclusivamente maschile ha prodotto sulla visione del mondo sono sono a mé così evidenti da produrmi dolore fisico.
    Il problema di fondo che ci riguarda é il pensarci come soggetti d’amore e di desiderio non come oggetti, se cambiamo lo sguardo allora non importa se siamo giovani o vecchie , belle o brutte perché siamo persone !!!

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  2. Cara Pina e care tutte, grazie mille dell’attenzione. Questo testo è anche sul sito del progetto: http://www.iosonobellissima.it/se-lo-dico-io-possiamo-dirlo-tutte/
    Costruiamo assieme un’altra rappresentazione!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 9 agosto 2012 da in conosciamoci, donne, tessitura con tag , , , , , .

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