laboratorio donnae

tratta e quartieri a luci rosse.

Nel pieno dell’estate  De Magistris, sindaco di Napoli,  ha pensato  ad  un quartiere a luci rosse per la sua città. La proposta ha suscitato polemiche “mentre scarseggiano iniziative concrete di contrasto alla sottocultura maschilista e violenta”  scrive Mara Fortuna sul Mediano.it. “Il problema della prostituzione – continua Fortuna – è difficile da affrontare, se lo afferri da un lato sguscia via dall’altro. L’estate che sta volgendo al termine ha visto un’accesa discussione svilupparsi sull’opportunità o meno di dedicare una zona della città di Napoli alla prostituzione, al sex work. Il sindaco De Magistris in un’intervista rilasciata a ferragosto a “Il Mattino” proponeva la realizzazione di un quartiere a luci rosse, una zona cuscinetto in cui “accogliere le prostitute con finalità di recupero e reinserimento”. (leggi tutto)

L’idea non è nuova né originale; ciclicamente viene proposta da politici e amministratori. Il 3 aprile 2012 Modenaonline scrive: Un quartiere a luci rosse, una cittadella del sesso a pagamento controllata e regolamentata già individuata nella zona della Bruciata. Il consigliere provinciale del Pd Fausto Cigni, ex segretario della Cgil ed ex consigliere comunale, va avanti dritto per la sua strada. Lanciò la proposta “Amsterdam” due anni fa in consiglio comunale per combattere il racket della prostituzione. Non ha cambiato idea… (leggi tutto)

Prontamente il 6 aprile Caterina Liotti, Daniela Depietri, Antonietta Vastola, Marisa Burchi puntualizzano a nome della Conferenza delle Democratiche di Modena: “Caro direttore,Vogliamo rendere pubbliche alcune nostre considerazioni […] Noi Democratiche, ribadendo che il fenomeno della prostituzione di strada non è da intendersi solo nel quadro dei problemi della sicurezza della città quanto piuttosto nel quadro dei diritti delle persone a non essere vittime della tratta e degli sfruttatori…(leggi tutto)

Il dibattito è continuato nei blog e su facebook, dove il 31 agosto Pina Nuzzo ha scritto: Concettualmente comprendo che un essere umano possa decidere di fare sesso per denaro. E se avviene tra soggetti adulti, consenzienti, non ho nulla da dire. Questa è la teoria. In pratica le prostitute sono sempre donne e i clienti, sempre uomini. E con la globalizzazione la prostituzione è un aspetto della schiavitù a cui sono ridotte giovani donne. La tratta è un fenomeno aberrante che cresce sempre più, e sotto i nostri occhi, per soddisfare una domanda diffusa. Uomini in questo paese usano il corpo di giovani donne condotte al macello da altri uomini, alimentando un turpe mercato. Discutere della prostituzione come scelta di libertà mi appassiona poco, mentre mi tocca nel profondo sapere che donne sono costrette a prostituirsi e come cittadina non posso accettare che le istituzioni si rendano complici del traffico di esseri umani che dovrebbero invece contrastare.

Questi  i fatti più recenti, ma esattamente un anno fa, il “ Caffè delle Donne” UDI  Trieste criticò aspramente il Piccolo per aver fatto “Pubblicità gratuita ai bordelli”. Il giornale, infatti,  informava di “un night a Comeno, uno a Kocevje, un altro a Trebnje a pochi chilometri da casa e anche in Austria, a Villaco, descritti come “allettanti Luna park a luci rosse”. (leggi tutto) Le donne dell’Udi furono accusate di essere bacchettone e moraliste, come puntualmente accade in questi casi, ma ottennero che almeno l’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia inviasse una lettera al direttore de il Piccolo.

 La tratta degli esseri umani.

Il 2 giugno scorso, Festa della Repubblica, siamo andate in piazza, a Pesaro – donne provenienti da diverse città e da diverse esperienze politiche – denunciando, tra le altre cose, la tratta degli esseri umani che la globalizzazione ha reso ancora più ampia e drammatica. Nessuna di noi – scrivemmo allora – può sentirsi cittadina di un paese civile se altre donne sono tenute in schiavitù.

In quell’occasione abbiamo presentato una lettera  indirizzata ai Ministri Riccardi e Cancellieriperché facciano quanto è nelle loro facoltà per contrastare comportamenti delittuosi e/o per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Chiedevamo e chiediamo alle donne la sottoscrivono l’impegno a celebrare il prossimo 18 ottobre, giornata europea contro la tratta, focalizzando l’attenzione sulle donne. Per questo la nostra lettera è rivolta anche alla Commissaria europea Malmström, convinte che una convivenza civile e rispettosa tra i generi è il primo passo per sentirsi cittadine/i europee/i.

18 ottobre 2012, Giornata europea contro la tratta di esseri umani

Il prossimo 18 ottobre,  per la  Giornata europea contro la tratta degli esseri umani – noi del Laboratorio Donnae,  de “ il Caffè delle donne ” UDI Trieste e dell’Associazione Žene Europe – Donne d’Europa – Ženske Evrope – Women of Europe –  vogliamo promuovere un evento.  Saremo a Trieste, città di confine, dove l’Udi, da tempo, ha avviato azioni politiche significative con slovene e croate. Qui donne hanno saputo superare le barriere  attraverso il dialogo e il confronto, anche su temi scottanti come la prostituzione e la tratta. Chi abita territori così vicini geograficamente e così segnati dalle vicende storiche, sa quanto sia necessaria una rete di relazioni, con i soggetti e con le istituzioni, perché fiorisca una cultura della pace e della convivenza. Anche tra i generi.

A breve diremo più precisamente come pensiamo di articolare questa giornata, intanto ci piacerebbe che altre associazioni o singole donne si unissero a noi, anche con proposte e idee.  Sarebbe un gesto politicamente forte se, il 18 ottobre, in altre città, si avviassero iniziative. Abbiamo blog e pagine facebook per moltiplicare la comunicazione. Questo blog aprirà una pagina per informare e aggiornare

Pina Nuzzo, Laboratorio Donnae

Ester Pacor, ” il  Caffè delle donne ” UDI Trieste

Marianna Jelicich-Buić, Presidente Žene Europe – Donne d’Europa – Ženske Evrope – Women of Europe

 scarica il pdf della lettera/petizione

per firmare :  http://www.petizionionline.it/petizione/tratta-non-volgiamo-lo-sguardo/7099

4 commenti su “tratta e quartieri a luci rosse.

  1. Giulia Morris
    6 settembre 2012

    Perché non programmate la GIORNATA DEL CLIENTE DELLA PROSTITUZIONE: STUPRATORE CHE PAGA IL RISARCIMENTO DEL DANNO RECATO.
    Gli sfruttatori sono “la manovalanza” del cliente… Senza il cliente, la prostituzione si rende impossibile.

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  2. paolam
    6 settembre 2012

    Sono d’accordo con Giulia che è altrettanto necessario rovesciare la prospettiva e cominciare a interrogarsi sul “cliente”, e cioè sulle forme, le modalità, la storia, della sessualità maschile: perché sono state le culture maschili a produrre le prostituzioni; ed è necessario che queste domande se le pongano gli uomini, come, in Italia, hanno cominciato a fare, per es., gli uomini dell’associazione http://www.maschileplurale.it.

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  3. mirella de gregorio
    15 ottobre 2012

    non riesco a entrare nel link della petizione per firmare. non so come mai. volevo firmare anche per mihaela. vi lascio i miei dati qui sotto. grazie

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Questa voce è stata pubblicata il 5 settembre 2012 da in appuntamenti, donne, laboratorio, politica con tag , , , .

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