laboratorio donnae

“non più sudditanza, ma cittadinanza”

– scritto di Pina Nuzzo – 

Le “Donne calabresi in rete” hanno lanciato una sfida. Hanno deciso di mettere insieme le proprie energie per una azione politica trasversale che coinvolga donne e uomini senza simboli, senza  bandiere.

Fare politica in questo paese  senza  ingerenze  è praticamente impossibile. I partiti hanno occupato tutti gli spazi – fisici e simbolici – ignorando e mortificando  quanto  liberamente avviene nella società. Donne calabresi si sono incontrate, e riconosciute;  dal bisogno di fare qualcosa e farlo insieme è nato  l’appello che hanno presentato e che ho sottoscritto. Sarà  fatica   mantenere la titolarità dell’iniziativa, ma ne vale la pena   perché  la vera scommessa  consiste proprio nella tenuta,  e riguarda anche noi. Sicuramente mi riguarda. Il futuro della politica delle donne si misura sulla capacità di interagire  direttamente con il governo delle nostre città e della cosa pubblica. Sulla capacità di  immaginare nuove relazioni tra donne e con gli uomini, e quindi nuove forme politiche

Nella conferenza stampa del 27 ottobre a Catanzaro il movimento Donne calabresi in rete (Dcr), ha presentato l’appello “la Calabria che non ci sta” e la manifestazione programmata per il 9 novembre a Reggio davanti al Consiglio regionale per dire  no a Scopelliti e a questa classe dirigente”.

La mobilitazione che abbiamo lanciato con il nostro appello – ha detto Giovanna Vingelli – chiede a tutti e a tutte di unirsi per un obiettivo che auspichiamo unanime: mandare a casa questa classe dirigente e tutto ciò che rappresenta. La nostra è una scommessa: crediamo che sia importante e urgente rischiare e andare fino in fondo, senza remore, nell’espressione di un dissenso coerente e netto. Un dissenso che, nell’atto stesso di essere un dissenso, è anche proposta: proposta per una Calabria che partecipa, che osserva e che agisce, che dice a voce alta i suoi no e prende posizione. Per una Calabria che non fa sconti a nessuno e non cede alla mentalità che ha reso possibile la deriva voluta da pochi, ma che stiamo pagando tutti e tutte. Questa Calabria non solo è possibile, ma c’é già, ed è molto diversa da come cerca di raccontarcela, da troppo tempo, la classe dirigente”.

Abbiamo sentito l’urgenza – ha spiegato Doriana Righini – di metterci la faccia, i nostri nomi e cognomi, e di chiedere ai calabresi e alle calabresi di esporsi, non solo firmando l’appello e partecipando al sit in programmato per il prossimo 9 novembre a Reggio Calabria, ma anche rompendo il silenzio che ha permesso alla nostra regione di cadere sempre più in basso. […]  Prendere posizione, oggi, in termini non solo politici ma anche e soprattutto culturali, significa riprendere confidenza con la democrazia e l’etica, due concetti che sono stati seppelliti molto tempo fa, in nome di un clientelismo e di una sudditanza che cozzano in modo duro con le basi di una società che si voglia definire civile”. (ANSA 27 ottobre 2012)

L’iniziativa delle donne calabresi merita attenzione e sostegno.  “Il 9 a Reggio per urlare non più sudditanza, ma cittadinanza – come ha sintetizzato Rosy Giuffré – senza altra bandiera che quella della Calabria che non ci sta”.

E dell’Italia che non ci sta, aggiungo io.

APPELLO

SITO DONNE CALABRESI IN RETE

Un commento su ““non più sudditanza, ma cittadinanza”

  1. donnecalabresiinrete
    29 ottobre 2012

    “Dobbiamo superare la logica del ‘cu appartieni’, a chi appartieni – ha proseguito Paola Bottero – e iniziare a fare rete fuori dalla rete, superando i particolarismi e le frammentazioni che hanno permesso, e continueranno a permettere, se non metteremo un punto su questa corsa a farci del male, a chi detiene il potere di adottare la tecnica del ‘divide et impera’, senza neppure fare la fatica di dividere. C’é una sola cosa cui apparteniamo, e che ci appartiene: questa terra, con i nostri valori. Le dimissioni di Scopelliti e della sua Giunta non sono il nostro obiettivo, ma uno strumento, la base imprescindibile per poter ripartire e iniziare a cancellare i grigi e i neri che hanno soffocato la coscienza critica, e unire i tanti colori della Calabria che non ci sta in un vortice attivo che possa ripristinare il bianco”. Grazie per il sostegno e a presto!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 27 ottobre 2012 da in donne con tag , , , , .

Blog Statistiche

  • 130,820 visite

lascia il tuo indirizzo mail se vuoi sapere quando verrà pubblicato un nuovo post o un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: