laboratorio donnae

diversamente sistemate

554444_10151234030857548_1271989351_nAl secondo appuntamento del Laboratorio Donnae eravamo in trenta, provenienti da Lugano, Milano, Lodi, Arezzo, Roma, Carpi, Fano, Pesaro, Manfredonia,Salento.

Sabato, parlando di emancipazione, le relatrici – Federica Castelli , Maria Cristina Rizzo, Simona Trabucco, Loredana De Vitis – hanno aperto finestre sulla loro vita e noi abbiamo  seguito  l’esempio. Ci siamo viste diverse, con idee diverse, per tante ragioni; mai per partito preso o per sola contrapposizione. E’ stata una giornata di rara bellezza e armonia. 

Abbiamo pensato di restituire, entro la fine di febbraio, i lavori in un pdf che ciascuna potrà stampare in proprio. Diffondere, presentare e discutere con altre donne. Abbiamo poi deciso di trovarci Sabato 1 e domenica 2 giugno a Pesaro; parleremo di libertà. Vigilata, ha aggiunto qualcuna.

Anche la giornata di domenica, su cui avevo qualche timore, si è rivelata molto interessante. E’ solo l’inizio di qualcosa che non so ancora immaginare, ma è stato un parlarsi diretto e franco; di Lorenzo Gasparrini con noi e di noi con lui. Un incontro elegante.

Per il prossimo appuntamento – il terzo – vi faremo avere notizie più dettagliate. Ringrazio tutte, ma  un grazie speciale per l’organizzazione  lo devo a Ilaria, a Silvana e pure a Francesca. A presto, Pina

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Simona Una piccola grande sala che tra qualche ora si riempirà di idee 

Simona Buongiorno! L’incontro di ieri è stato davvero una novità  per me e ha superato le mie aspettative. Grazie!

Enza Ossigeno per i neuroni…

Loredana Come nell’atto di far passare un filo nella cruna d’un ago.

Simona Enrica Beck Alley e  Elena Tognoni: una piccola piccola e l’altra alta alta, esistono davvero e hanno fatto centro con i loro interventi! A domani mitiche!

Annarita Post Laboratorio Donnae ancora non ho elaborato l’infinità ricchezza di tutto quello che è venuto fuori. Ma dopo una profonda riflessione e presa di coscienza personale, ma credo anche collettiva fondo ufficialmente IL COLLETTIVO DIVERSAMENTE SISTEMATE 🙂  GRAZIE, NON MI SENTO PIÙ TANTO SOLA 😉

Anna vero, dopo trent’anni lascio marito, figlio, casa e cane, vivo da “maggiorenne” per conto mio da tre anni ma frequento un giovane 59enne che dicono abbia già sposato trent’anni fa. Più diversamente di me non ne ho ancora viste!

Milena io voglio una tessera onoraria. una più diversamente sistemata di me vi sfido a trovarla…

Simona  Allora istituiremo anche un premio per la più  diversamente sistemata!

Annarita Io proporrei una tessera onoraria per tutte… credo che ciascuna può definirsi portatrice sana di una storia da diversamente sistemata

Enrica Quello che mi avete dato mi ha riempita di vita e forza.  Tutte, fino all’ultima.

Ilaria Per me è stato anche fisicamente stancante ma il gioco valeva la candela. Metto un “mi piace” sulle due giornate. Grazie donnae

Anna Una esperienza davvero molto bella e da vero “parassita” ho riempito la mente e il cuore di tutte le riflessioni ascoltate. Avevo postato che bisogna tornare da un viaggio diversi ed è stato esattamente così. Torno a casa molto più ricca e anche più serena con me stessa perché quando incontro persone così capisco che esiste un’altra vita, molto più vera, più ricca e sana. Grazie a tutte le donne del Laboratorio  un grazie anche a Lorenzo Gasparrini attraverso il quale (e a sua insaputa), forse si apre un altro varco importante per me. Arrivederci a Pesaro!!!

Loredana di ritorno. Stanca, assonnata. E piena di bellissime idee.

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2 commenti su “diversamente sistemate

  1. Pilar Mercanti
    28 gennaio 2013

    “Sposo” il diversamente sistemate ed anche il diversamente emancipate..

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  2. laboratorio donnae
    31 gennaio 2013

    NOTA PER CHI DEVE/VUOLE SCRIVERE IL CONTRIBUTO PER IL LABORATORIO DONNAE DI SABATO

    Qualcuna per telefono mi ha esposto una difficoltà che immaginavo.
    Nell’incontro di sabato – Emancipata sarai tu! – ciascuna è partita da sé raccontandosi. La libertà che abbiamo sentito, in quel momento e tra noi, di poterci esporre, lo ha reso possibile.
    Quanto avvenuto assomiglia molto all’autocoscienza. Come la si può fare dopo il femminismo che, nelle sue diverse forme, ha cambiato le nostre vite e modificato i rapporti sociali.
    Oggi come allora, quando dalla parola si passa alla scrittura, il problema è cosa dire e come dirlo. Negli anni mi sono data una regola ancora valida: NON esporsi a niente che non si possa sostenere pubblicamente. Trovare nell’esperienza il senso politico e dirlo con le proprie parole. Scegliere sempre dove e a chi raccontarsi.
    Altrimenti che ci vediamo a fare?
    Quanto scriveremo sarà, in ogni caso, abbastanza per promuovere nuovi incontri e nuove occasioni per parlare tra donne. Pina Nuzzo

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