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Centro Antiviolenza Mascherona

margaritaPaivaDi fronte alla violenza contro le donne la domanda ricorrente è: cosa impedisce a una donna di sottrarsi?. Una risposta può essere individuata  nella solitudine e nella mancanza di sostegno sociale. Sono nati così i centri antiviolenza e le case di accoglienza per donne maltrattate, con l’intento di offrire solidarietà alle donne in difficoltà e un sostegno concreto a chi deve affrontare il calvario della denuncia. L’esperienza dei centri è stata fondamentale perché emergesse la portata e la diffusione del fenomeno tra le mura domestiche e in tutti i ceti sociali.

Conoscere questi centri, sapere come nascono e come si sostengono, ci fa capire che la loro esistenza non è scontata, anzi è sempre a rischio. 

Marina Dondero ci parla del Centro Antiviolenza di Via Mascherona a Genova:

Il Centro Provinciale Antiviolenza in Via Mascherona a Genova è stato ufficialmente inaugurato il 25 novembre 2008 non a caso in coincidenza con la  Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Il valore anche simbolico dell’apertura del Centro sta nel percorso partecipativo condiviso  dalle donne di Genova sia  all’interno delle Istituzioni (Provincia, Comune, Regione) che delle Associazioni di donne impegnate sul tema del contrasto alla violenza di genere. Un percorso iniziato nel 2005 con la costituzione della Rete Provinciale Antiviolenza e snodatosi negli anni successivi, un percorso attraverso il quale le donne hanno ottenuti importanti risultati come l’approvazione della Legge R. 12/07 contro la violenza sulle donne che ha consentito  l’apertura del  Centro di Via Mascherona e di 5 punti di ascolto sul territorio provinciale.

La determinazione delle donne a lavorare in rete, pur con tutte le difficoltà che questa pratica presenta, è stata fondamentale affinché le istituzioni locali assumessero un impegno diretto e costante come nel caso del Centro di Via Mascherona sostenuto da finanziamenti di Regione, Provincia e ubicato in locali del Comune di Genova.

La Rete provinciale antiviolenza con i suoi oltre 50 aderenti tra Comuni, Associazioni di donne, ASL, Pronto Soccorso , rappresenta l’ossatura di una rete più ampia che nel tempo si è consolidata e collabora  direttamente con  il Centro e di cui fanno parte le Forze dell’ordine, la Direzione consultoriale, il Dipartimento di salute mentale, il servizio di reperibilità dei servizi sociali del Comune e la rete madre-bambino con le case rifugio e di accoglienza, riuscendo  ad offrire risposte articolari ed efficaci alle donne vittime di violenza.

Il Centro, che è punto di riferimento territoriale del numero nazionale 1522, in  questi  anni è stato contattato da oltre 1000 persone e ha preso in carico oltre 640 donne, in molti casi assieme ai figli minori.

La gestione del Centro è affidata ad  Associazioni di donne che hanno maturato nel tempo esperienza e professionalità sul tema della violenza e che garantiscono la presenza di loro operatrici professionali che accolgono e seguono le donne che  si sono rivolte  al Centro direttamente o indirizzate dai soggetti  della Rete. Le operatrici, attraverso uno o più colloqui con la donna, valutano assieme a lei il percorso individualizzato di sostegno che le consentirà di rielaborare il suo progetto di vita , percorso che a seconda dei casi  può prevedere interventi di consulenza legale, sostegno psicologico, inserimento in struttura alloggiativa, inserimento di gruppi di auto aiuto.

Il buon funzionamento del Centro costituisce un motivo di orgoglio per le donne che l’hanno fortemente voluto e un punto di riferimento importante per le vittime di violenza ma nel 2011 gli scarsi finanziamenti nazionali uniti ai tagli imposti dal Governo ai Bilanci  di Regioni ed Enti e la prevista cancellazione della Provincia di Genova, hanno messo a rischio la sua esistenza: ancora una volta la forza delle donne in rete è stata determinante per raccogliere fondi , fare pressioni sulle Istituzioni e garantirne l’operatività. L’impegno assunto dalla Regione per il 2013, se non verrà cancellato da ulteriori tagli, garantirà il funzionamento del Centro ma, in assenza di adeguati e costanti finanziamenti nazionali a questo come agli altri Centri antiviolenza sparsi sul territorio nazionale, la risposta alla violenza rimane fortemente insufficiente nonostante i femminicidi ormai quotidiani, e il sommerso di violenza che sappiamo prevalere sulle denunce.

Ma come evidenziano la CEDOW, il trattato di Istanbul e la convenzione NO MORE, accanto a finanziamenti certi e costanti per i Centri esistenti e per aprirne di nuovi, è necessario finanziare un intervento nazionale culturale capillare e costante di prevenzione nelle scuole e di formazione per gli addetti ai lavori( forze dell’ordine, personale sanitario, operatori sociali, avvocati, magistrati) se vogliamo che anche nel nostro paese le risposte siano adeguate alla gravità ed ampiezza del fenomeno e un cambiamento culturale profondo tolga ossigeno alla sua legittimazione.

Il 14 febbraio le donne si daranno  appuntamento nelle piazze della Terra per rompere le catene e dire basta alla violenza: un miliardo di donne che danzano possono fare una rivoluzione, possiamo farcela, davvero!

Marina Dondero

Indirizzo – VIA DI MASCHERONA 19, GENOVA

Telefono –  010 20976222

Fax – 010 20976216

e-Mail – centroantiviolenza@comune.genova.it

Sito Internet – www.provincia.genova.it/centroprovincialeantiviolenza

Orario

Dal lunedì al giovedì dalle ore 09:00:00 alle ore 14:00:00

venerdì dalle ore 09:00:00 alle ore 13:00:00

http://www1.comune.genova.it/sportello/uffici/uffici_details.aspx?Codice=1790

Un commento su “Centro Antiviolenza Mascherona

  1. Rosanna Galli
    31 gennaio 2013

    Molto interessante ma sarebbe importante conoscere quali sono le associazioni femminili che hanno costituito il Centro Antiviolenza, come viene gestito e con quali strumenti di partecipazione. E’ molto ampia la partecipazione alla Rete e serve conoscere questa esperienza. Grazie per questa informazione.

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