laboratorio donnae

la teoria dell’evoluzione e le opportunità delle donne

??????????????????????????????? – scritto di Cinzia Gravili*- 

Da piccola ero solita chiedere a mia madre, con insistenza, di procurarmi il libro delle meraviglie. Lei mi osservava un po’ disorientata, provava a comprendere la mia richiesta, rivolgeva lo sguardo alla nostra libreria e mi porgeva, sorridente, un paio di libri.

“Niente da fare! Come fa a non capire?”, pensavo tra me e me.

Ribattevo con insistenza: “Il libro delle meraviglie, quello che racchiude i simboli e svela l’essenza delle cose”… e lo sguardo di mia madre si faceva sempre più incredulo e preoccupato.

Oggi il mio libro delle meraviglie l’ho trovato: è “L’origine delle specie” del naturalista inglese Charles Darwin.

Una delle scoperte scientifiche più importanti di tutti i tempi fu rivelata al pubblico nel 1859, più di 150 anni fa: si tratta di una tra le opere cardini nella storia scientifica e, indubbiamente, una delle più eminenti in biologia.

Darwin, reduce dal viaggio con il brigantino Beagle, nel libro spiega con una lunga argomentazione la sua teoria, secondo cui “gruppi” di organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale, un meccanismo che venne illustrato per la prima volta a un pubblico generico proprio grazie a questo libro.

A pochi giorni fa risalgono gli attacchi inferti alla Teoria dell’Evoluzione, in occasione del rogo della Città della Scienza di Napoli, da parte di un giornale italiano; ma, non si dimentichino, i tentativi, spesso riusciti, di eliminare l’insegnamento dell’Evoluzione dalla scuola dell’obbligo o la delegittimazione, da parte di alcuni giornali, dell’operato di studiosi che si occupano del comportamento dei lupi, dei pipistrelli o, ancora, dello studio di piante endemiche.

Oggigiorno in Italia, si sente la necessità di parlare di questi argomenti, dove siamo ancora lontanissimi dall’esserci liberati dall’ignoranza e dalle intrusioni della Chiesa.

Purtroppo, si sta verificando una sorprendente ricomparsa del creazionismo in Europa. Graebsch & Schiermeier (2006), in un articolo su Nature, si mostrarono preoccupati per l’insegnamento nelle scuole di teorie alternative all’evoluzione: questo pare non essere un problema soltanto al di là dell’Atlantico.

Da qualche anno a questa parte, fortunatamente, anche in Italia, è presente una letteratura di divulgazione scientifica di alta qualità. Molti studiosi, probabilmente, hanno intuito il rischio di un eccessivo isolamento della ricerca rispetto alla cultura corrente, per effetto dell’instaurarsi, nel nostro Paese, di un clima ostile alla ricerca, sia per un’avvilente arretratezza ideologica che per una politica di scarsa qualità.

Purtroppo il ritardo dei programmi scolastici e la cattiva informazione mediatica, caratteristici del nostro Paese, rischiano di rendere più profonda la distanza tra quello che studiano e ricercano gli esperti del settore e ciò che ha in testa la gente comune.

In realtà, per almeno un secolo la selezione naturale ha svolto un ruolo di primo piano nella teoria dell’evoluzione; nel Novecento, solo alla fine degli anni ’70, riprende l’interesse per la selezione sessuale. Accennata da Darwin già nell’Origine delle specie ma sviluppata soprattutto nell’Origine dell’uomo (1871, titolo originale ‘The Descent of Man and Selection in Relation to Sex’), la teoria della selezione sessuale non poteva avere una facile divulgazione in quanto, grazie ad essa, veniva attribuita una notevole importanza alla scelta femminile, in un’epoca in cui la donna non possedeva neanche il diritto al voto!

Accanto ad una cooperazione tra i due sessi, nella visione di Darwin motivata da un interesse comune alla sopravvivenza della prole, appare interessante considerare il problema del conflitto sessuale derivante, invece, dalla diversità degli interessi evolutivi di maschi e femmine. Questa situazione di fatto genera, spesso, una situazione di conflitto sulla maggior parte degli aspetti della riproduzione che interessano non solo la cura della prole, ma anche la frequenza degli accoppiamenti e il numero dei partner sessuali.

Pilastro (2007) nel suo libro Sesso ed evoluzione scrive di “Una guerra tra i sessi che assorbe a volte così tante risorse da sottrarle proprio alla riproduzione o alla cura della prole”.

Questo conflitto tra sessi, in periodi come l’attuale di grave recessione e crisi economica, si trasla nel sociale generando discriminazioni per le donne, come pubblicato dalla rivista Nature (2013), soprattutto in termini di retribuzioni e incarichi. La prestigiosa rivista scientifica, infatti, evidenzia come in tutto il mondo siano ancora molte le disuguaglianze fra uomini e donne nel campo della scienza: per esempio negli Stati Uniti le donne guadagnano l’82% dello stipendio dei ricercatori di sesso maschile, mentre per quanto riguarda gli incarichi c’è carenza di donne in alcuni settori specifici, ad esempio nei comitati scientifici consultivi delle imprese biotecnologiche.

Ne consegue che le donne che hanno etica di vita, che non sono mercenarie o soggetti senza scrupoli, proseguono sempre più sole la loro battaglia quotidiana per le pari opportunità.

In Italia, a tutt’oggi, il numero di dirigenti donne è minore rispetto al numero di dirigenti uomini e il loro guadagno è inferiore rispetto a quello degli uomini. Purtroppo i dati evidenziano che molte di loro, dopo il secondo figlio a causa della mancanza ed insufficienza quantitativa e qualitativa di servizi e di supporti sociali alla famiglia, fanno molta fatica a gestire contemporaneamente il lavoro e la famiglia, trovando come unica soluzione, necessaria alla propria sopravvivenza, quella di dimettersi o di lasciare il lavoro.

Lecce, 12-03-2013

Riferimenti bibliografici:

Darwin C., 1859. On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life. London.

Darwin C., 1871. The descent of man, and selection in relation to sex. London: John Murray.

Graebsch A. & Schiermeier Q., 2006. Anti-evolutionists raise their profile in Europe. Nature 444 (7118): 406-407.

Pilastro, A. 2007. Sesso ed evoluzione. Bompiani.

Nature, March 2013. Special section. Women in science: Women’s work.

* Dott.ssa Cinzia Gravili
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali
(Di.S.Te.B.A.)
University of Salento

2 commenti su “la teoria dell’evoluzione e le opportunità delle donne

  1. chiara
    13 marzo 2013

    apprezzo molto un articolo sulla teoria dell’evoluzione, dato che continuamente vedo su questo tema una grandissima ignoranza mentre la sua importanza è essenziale. però non credo che dalla “guerra tra i sessi” sia lecito saltare così facilmente al gap salariale. questo è molto pericoloso perché confonde due piani diversi, quello biologico e quello sociale, o addirittura lavorativo-salariale. io credo piuttosto che la teoria dell’evoluzione possa essere tremendamente utile per ricalibrare alcuni temi della nostra vita, in primis la dimensione ecologica, dal rapporto tra la vita umana e l’ambiente e alcuni bisogni primari (come la comunità e il contatto fisico, per esempio). ma stando molto attente ai limiti di ciascun ambito… portare il darwinismo nel sociale ha portato assai male!

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  2. paolam
    29 marzo 2013

    Il rapporto tra natura e cultura, tra biologia e storia, è campo di indagine rinnovato a partire dalla teoria dell’evoluzione darwiniana, è utile perciò dare un’occhiata a quanto ci propone la paleontropologia dell’ultimo mezzo secolo https://www.facebook.com/notes/paola-mazzei/madri-utensili-ed-evoluzione-umana-on-becoming-human/442850212399859

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