laboratorio donnae

idee per fermare la violenza

no-violenza-donne_banner-simbolofemminileAIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) di Roma ha deciso di organizzare insieme a Cocoon Projects #NoViolenza #Donne – Idee per fermare la violenza, un evento che mira a coinvolgere soprattutto i giovani, perché è proprio da qui che bisogna iniziare.

UNA GARA DI IDEE, un concorso, patrocinato dal Comune di Roma.  Va presentato un progetto che “possa concretamente intaccare il  problema della violenza sulle donne”, e si vincono, attraverso la  votazione del pubblico online e il giudizio della giuria, un premio in  denaro per finanziare il progetto. I primi cinque progetti votati dal pubblico (senza alcun limite geografico) avranno la possibilità di essere presentati in un convegno AIED, poi la giuria deciderà i vincitori. 

Fiammetta Mariani e Lorenzo Gasparrini  raccontano la loro idea:

La filosofiA è maschiA è un progetto pensato come un Laboratorio Filosofico Sperimentale per  ragazze e ragazzi delle scuole superiori. Nato da un moto di ribellione personale di Fiammetta Mariani – in quanto filosofa – nel vedere completamente cancellate dalla narrazione del pensiero tradizionale le figure femminili tutte, il progetto è stato elaborato a quattro mani con Lorenzo Gasparrini come luogo di confronto e riflessione dinamica per una storia di genere. L’obiettivo comune è farci carico della assoluta mancanza di una cultura della differenza assente dalle scuole e dai metodi di insegnamento ancorati a modelli decisamente superati. La nostra mission è usare la filosofia come strumento critico, occupandoci dei grandi temi assenti dalla narrazione filosofica sino a toccare questioni quali corporeità, sessualità e prevenzione alla violenza contro le donne. Riconoscendo il valore delle differenze cercheremo di decostruire stereotipi e sessismi, spiegando cosa siano e come fare a riconoscerli. In questa sfida è centrale il ruolo che assume il linguaggio: oggi sempre più violento e condito di rigurgiti sessisti, pesantemente a scapito del genere femminile. Convinti che per ottenere risultati duraturi nell’arginare e combattere la violenza sulle donne (in tutte le sue orribili forme) sia necessaria una lotta essenzialmente culturale, abbiamo pensato fosse urgente alfabetizzare le giovani generazioni a quei temi.

PER VOTARE QUESTO PROGETTO CLICCA QUI

4 commenti su “idee per fermare la violenza

  1. giusi ambrosio
    11 aprile 2013

    Condivido la necessità di aprire un laboratorio filosofico dedicato alla differenza di genere scarsamente presente nelle discipline scolastiche e molto spesso nella pratica dell’insegnamento. Come docente di filosofia ormai in pensione sarei anche interessata a una possibilità di partecipazione a tale inziativa.
    Condivido anche l’opportunità di dedicare attenzione al linguaggio non solo in quanto espressione di un modo di pensare, di una visione culturale, ma anche in quanto partecipe di una formazione del pensiero e della visione culturale.
    In tal senso riterrei opportuno iniziare dall’espressione violenza sulle donne che mette l’attenzione sull’oggetto, sulle vittime, e lascia nell’indeterminato le fisionomie dei soggetti, il loro genere, le loro sagome, il loro pensiero. Direi che l’espressione lotta contro “i violentatori delle donne” sia più opportuna e significativa di una lotta più ampia e più profonda, in quanto chiama alla riflessione sull’appartenenza di genere gli autori e i complici.

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  2. Silvia
    11 aprile 2013

    Prima di tutto, scusate se non mi esprimo bene e con termini colti come i vostri, ma sento il desiderio di esprimere un pensiero.
    Sono d’accordo ad educare fin ,da subito, i ragazzi ad una cultura della differenza e ad una maggior conoscenza di sé stessi e del ruolo nella società, ma secondo me, non é con il parlare più specificatamente e liberamente del sesso, della corporeità che si potrà prevenire la violenza sulle donne.
    La dimostrazione la possiamo toccare con mano osservando ciò che é successo negli ultimi 20-30 anni.
    Nonostante nelle scuole, fin dagli anni ’80 si sia di molto modificato il modo di fare lezione, di dare agli studenti il modo di esprimersi e sfogarsi, di sentirsi parte della società, la violenza, anzi é cresciuta, sia all’esterno che all’interno della famiglia, nella società intera, nei soggetti adulti che dovrebbero essere di esempio.
    Ciò che é diminuito é il RISPETTO, l’accoglienza dell’altro, in tutte le sue forme ed ha portato ad atteggiamenti che dimostrano l’assoluta assenza, da parte di giovani e non, del concetto che ogni persona ha un proprio modo di essere, di fare.
    Ogni persona é un mondo meraviglioso diverso dal tuo che puoi scoprire interagendo con lei.
    I bambini devono avere ben presente che le cose si guadagnano con il comportamento, il ragionamento e non con la violenza ed il bullismo.
    Una base su cui lavorare é il ripristino della “severità” genitoriale, dare un senso positivo e limitato alla parola “libertà” ai figli.
    Sono seriamente convinta che tra “il padre padrone” ed il genitore “amico” ci sia una via di mezzo che va instaurata e perseguita in famiglia, a mio parere é da lì che dobbiamo ricominciare.
    Molti dei ragazzi che hanno l’esperienza dei genitori separati, che vedono alternarsi figure maschili e femminili diverse nella “loro” casa, non possono certo ascoltare consigli e imposizioni da genitori che tutt’altro mettono in pratica, tranne ciò che predicano!
    Non sono “bacchettona”, capisco che “il mondo cammina”, si cambia e ci si adatta, ma il RISPETTO degli altri e soprattutto di sé stessi e l’EDUCAZIONE sono le sole cose che nella vita ti accompagneranno sempre e ti aiuteranno a ragionare e a fermarti di fronte a certe scelte.
    Non sono di certo razzista, ma temo che i nostri ragazzi abbiano assimilato più in fretta certe culture maschiliste e violente, che si sentano meglio spalleggiati da quei delinquentelli che li fanno sentire importanti e potenti, specie in branco come lupi, anche perché la famiglia é quasi assente oppure tiepida o assorbita, purtroppo, nei problemi gravi di questa crisi.
    Sì, ci sarebbero troppe cose da dire, perché il danno fatto alle menti più sensibili e fragili é molto vasto, ma grazie a persone come voi é auspicabile un futuro migliore
    Cordiali saluti Silvia

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  3. Fiammetta
    11 aprile 2013

    Vorrei utilizzare questo spazio per ringraziare pubblicamente Pina Nuzzo per essersi subito dimostrata entusiasta del progetto. E ringraziare voi tutte, per aver accolto positivamente questa idea.

    Spero nel medesimo entusiasmo da parte della giuria AIED che ci valuterà.

    Giusi, sono onorata e grata dalla sua disponibilità. Trovo il suo gesto di grande spessore e valore umano: il pensiero che una donna con decenni di insegnamento alle spalle, con la sua esperienza, possa collaborare per gli obbiettivi indicati nel progetto mi fa brillare gli occhi.

    Speriamo di vincere e di portare fuori da capitale, il progetto “la filosofia è maschia”.

    Con affetto,
    Fiammetta.

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    • Pina Nuzzo
      11 aprile 2013

      Cara Fiammetta, una funzione di Laboratorio Donnae è proprio quella di far conoscere progetti e iniziative utili al nostro fare politica. Quindi auguro a te e a Lorenzo un GRANDE risultato. E tante collaborazioni, anche oltre la Capitale. Un caro saluto Pina

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Questa voce è stata pubblicata il 10 aprile 2013 da in appuntamenti, donne, femminicidio, filosofia, generi, violenza con tag , , , , .

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