laboratorio donnae

femminicidio, perchè questa parola

Digital StillCamera– scritto di Pina Nuzzo –   In virtù della mia storia nell’Udi  mi vengono fatte domande che riguardano gli ultimi anni; quelli che mi hanno coinvolta direttamente.

Una domanda ricorrente riguarda l’uso della parola FEMMINICIDIO nell’Udi. Ecco una breve sintesi del percorso politico che io conosco e che ha portato l’Associazione a parlare di violenza sessuata e non sessuale e di femminicidio.

Il termine femminicidio è stato assunto politicamente dall’Udi in un sit-in davanti al Parlamento nel giugno del 2006. Volevamo coinvolgere le parlamentari e richiamare l’attenzione  su una mattanza che pareva – e pare – inarrestabile. In quell’occasione portammo cartelli e striscioni con le parole “stop femminicidio”.

Sempre nel 2006 l’Udi promuove una prima Campagna nazionale per attirare l’attenzione di tutti, comprese le istituzioni, su quella che era ormai avvertita come una vera e propria emergenza. E la chiamò “Stop al femminicidio”.

Femminicidio era una parola, in quel momento,  assente nei dizionari della lingua italiana. Feminisidio viene coniata a Ciudad Juarez, una città messicana ai confini con gli USA, dove dal 1993 ad oggi, 413 donne sono state uccise e 600 sono scomparse.

UDI l’ha fatta propria, traducendola in femminicidio e ne ha assunto il senso politico usandola in ogni occasione: manifestazioni, volantini, comunicati.

Così, piano piano, è entrata nel linguaggio comune.

Femminicidio: cioè uccisione di donne per mano di uomini. In genere gli assassini sono fidanzati, mariti o ex, ma anche padri, fratelli, conoscenti, solo qualche volta estranei. Era necessario dare il nome appropriato a questo fenomeno terribile, che altrimenti rischiava di passare come un qualsiasi altro fatto di cronaca nera.

Femminicidio è un reato preciso e avviene quando un uomo uccide una donna per sentirsi maschio.

 LINK E DOCUMENTI

2oo6

Intervista Noi Donne in occasione della Scuola Politica dell’Udi

Si può a questo punto della vita dell’associazione, delle novità nate tra le donne, della ripresa di attacchi mirati alle conquiste femminili nel nostro paese, proporre un bilancio di medio termine?

Pina Nuzzo: da domani, anzi da ieri, è urgente riparlare pubblicamente della violenza e dello stupro per come si presenta oggi cercando il confronto chiaro con le altre , fuori dagli schieramenti. L’opposizione alla violenza sessuata non è appannaggio di una sola parte politica ma un atto di guerra del patriarcato, a qualsiasi latitudine, per tenere a bada le donne. Quindi dobbiamo allargare il dialogo ed il confronto con tutte le donne che vogliano contrastarla, non possiamo permetterci chiusure e pregiudizi.  […]  Dobbiamo infine fare ricorso alla sapienza che abbiamo accumulato in questi anni per obbligare le istituzioni a fare tutto quello che è in loro potere per contrastare realmente il femminicidio.

http://udimacare.wordpress.com/2006/10/24/intervista-a-pina-nuzzo-per-noi-donne/

2oo7

Buste rosa contro il femminicidio, Pubblichiamo alcune testimonianze raccolte con la campagna delle buste rosa dell’Udi ‘Stop femminicidio’

Stop Femminicidio / UDI

Pina Nuzzo: L’obiettivo è quello di fermare l’attenzione dei parlamentari e dell’opinione pubblica sulla violenza alle donne, che è la prima causa di morte nel mondo. Con questa raccolta intendiamo chiamare le istituzioni di questo Paese alle loro responsabilità che non riguardano solo l’applicazione della legge, ma anche le azioni politiche con cui hanno favorito, oppure ostacolato, la costruzione di rapporti civili tra i generi. La civiltà comincia dalle parole perchè anche il linguaggio è sessuato e noi chiamiamo la violenza sessuata, e non più sessuale, per segnalare l’azione brutale di un genere sull’altro e chiamiamo femminicidio la morte violenta di tante donne a causa del dominio estremo di un uomo su di una donna. Chiamarlo omicidio è un modo per camuffare le statistiche e far scomparire un fenomeno che è la causa prima di morte per le donne in occidente e nel mondo.

http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=01037

 2oo8 -2oo9

Staffetta di Donne contro la violenza sulle donne

Abbiamo voluto una Staffetta di donne per dire che la violenza sulle donne deve finire. Vogliamo dirlo, non solo, nelle grandi manifestazioni nelle grandi città e nei comunicati stampa che siamo costrette a scrivere quasi quotidianamente, ma anche in provincia, nei paesi, nei piccoli centri. Lo sappiamo, la violenza si esprime in tanti modi: omofobia, razzismo, pedofilia, e poi l’avvelenamento dell’ambiente… e altro ancora.

Con questa iniziativa vogliamo dire basta alla violenza sessuata e al femminicidio. L’Istat nel febbraio 2007 ci ha detto che sono 14 milioni, in Italia, le donne oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica, che i soprusi sono commessi soprattutto dal partner e che, tra i 16 e i 50 anni tra le cause di morte, la violenza viene prima di malattie o di incidenti stradali. Noi sappiamo che la violenza sessuata va ben oltre i numeri e la qualità delle statistiche ufficiali

volantino Udi 2006

manifesto Udi 2006

esposto Udi al procuratore Generale della  Repubblica, 2007

Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, 2008/2009

foto: Staffetta a Modena

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog Statistiche

  • 130,815 visite

lascia il tuo indirizzo mail se vuoi sapere quando verrà pubblicato un nuovo post o un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: