laboratorio donnae

per questo il femminismo è ancora necessario

mariateresadefilippis

– scritto di Simona Trabucco –

Sono stata a cena con un carissimo amico, quarantenne e svizzero, che afferma convinto che le donne guidino peggio degli uomini e che questo sia dovuto ad una minore predisposizione fisica delle donne alla guida. Tento di spiegargli che la sua convinzione viene da retaggi culturali e da stereotipi sessisti con i quali purtroppo ancora dobbiamo convivere, ma niente, lui è convinto che il corpo della donna non sia programmato fisicamente quanto quello dell’uomo a guidare un’auto.

La cultura sessista è così fortemente radicata che a volte mi chiedo perché stiamo a parlare del Pakistan, o dell’Arabia Saudita. Dove le donne non possono guidare. Perché se lo facessero “perderebbero la verginità prima del matrimonio, causando l’aumento della pornografia e dell’omosessualità, società intera crollerebbe…” (dal rapporto elaborato da Kamal Subhi, noto accademico arabo, per il Consiglio della Shura)

Ogni paese, ogni religione ed ogni cultura hanno le loro motivazioni per controllare corpi e menti femminili. Per questo il femminismo è ancora necessario.

nella foto Maria Teresa de Filippis,  prima donna in assoluto a guidare una vettura di Formula 1, nel Gran Premio del Belgio del 1958, su una Maserati. Era soprannominata Pilotino.

video intervista a Maria Teresa de Filippis. Alla domanda  Correva per vincere? risponde Ma certamente! Contro gli uomini mi divertiva ancora di più…

7 commenti su “per questo il femminismo è ancora necessario

  1. il ricciocorno schiattoso
    13 luglio 2013

    Sono stata ad un evento qualche sera fa. Parlava una scrittrice, Lucia Tancredi. Ha usato un espressione che mi ha colpito molto, raccontando della poetessa Caterina Franceschi Ferrucci, stimata dal Leopardi ma dimenticata dalla storia della letteratura: “le donne stingono sull’intonaco della storia”. Ecco un altro motivo per cui il femminismo è ancora necessario.

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  2. Paolo1984
    13 luglio 2013

    la differenza è che in Svizzera le opinioni di quell’imbecille sulle donne al volante non sono supportate dalle leggi dello Stato, in Arabia Saudita sì

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    • laboratorio donnae
      13 luglio 2013

      Si, è bene non dimenticarlo mai. Per non abbassare la guardia mai – in Italia come in Svizzera – nessuno ci ha regalato niente. Pina Nuzzo

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  3. Cinzia Gravili
    14 luglio 2013

    L’orgoglio femminile serve: specialmente in momenti come questi in cui, ad esempio il ministro Calderoli offende pubblicamente una donna ministro come la Kyenge.
    Come si fa a continuare a pagare gente così che siede in Parlamento?
    Bisognerebbe organizzarsi, magari rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica, per far si che certi comportamenti non si verifichino più e per prendere provvedimenti nei confronti di chi non ha rispetto delle donne.

    Saluti

    Cinzia

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  4. Giusi Ambrosio
    19 luglio 2013

    L’articolo e i commenti all’articolo hanno sottolineato come una curiosità il fatto che fosse uno svizzero a fare tale osservazione sulla capacità di giuda delle donne; senza voler estendere giudizi ad un intera popolazione dobbiamo ricordare che il diritto di voto per le donne vi è stato acquisito da poco più di quarant’anni con grandi contrasti tra favorevoli e contrari. Ho avuto modo di visionare i manifesti di propaganda che dall’esercizio di diritto di voto da parte delle donne prevedevano un susseguirsi di danni non solo alla società e alla famiglia ma finanche alle stesse donne con un peggioramento di condizione e di figura morale e sociale. Inutile dire quanto sbalordimento per tali convinzioni!! è sempre per proteggerle dal Male che gli uomini ritengono di poter dominare le donne, soggetti deboli e meno capaci di affrontare la realtà!!
    un saluto Giusi Ambrosio

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    • Simona
      19 luglio 2013

      Ciao Giusi e ciao a tutte. Ho menzionato la nazionalità del mio amico proprio per sottolineare la trasversalità geografica, anagrafica e culturale degli stereotipi sessisti. Ancora oggi. La Svizzera non ha una vera tradizione femminista: le donne del secolo scorso non hanno visto la guerra e non hanno fatto la resistenza. Ancora oggi molte non lavorano perchè il compagno/marito guadagna abbastanza bene per tutti e due. Il congedo di maternità dura al massimo 4 mesi e quello di paternità 3 giorni. Le scuole rilasciano i bambini dalle 11’45 alle 13’30 per fargli fare il pranzo a casa (!!!) e i servizi sono tutti a pagamento. Quando ho saputo che il diritto di voto in Ticino è stato ottenuto dalle donne solo nel 1969 (con ben 2 anni di anticipo rispetto alla votazione popolare federale del 71!) mi sono sentita soffocare perchè l’apparenza qui (mi) inganna: il sessismo nei mass media è meno apparente, in tv non c’è NULLA che assomigli neanche lontanamente al trash della televisione italiana (balletti, donne svstite che accompagnano il presentatore, vallette che presentato trasmissioni di calcio in minigonna e con ruoli minoritari e poco professionali etc), abbiamo un governo a maggioranza femminile (4 su 7 membri) e fino all’anno scorso presidente della confederazione era una donna. Ma la realtà è un’altra. Si sente poco parlare di femminismo e le donne ne diffidano. Credo di aver trovato nel Coordinamento delle donne della sinistra delle compagne nuove di viaggio in questo paese. Ma fuori da li finora poco e niente. Quindi, anche in Svizzera c’è ancora (tanto) bisogno di femminismo.

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      • laboratorio donnae
        22 luglio 2013

        DA GIUSI AMBROSIO PER SIMONA: Ciao Simona, il mio commento voleva evidenziare proprio questo e che non dobbiamo mai smettere di conoscere e individuare le contraddizioni nelle forme più disparate della società e del pensiero maschile.
        Quel tuo amico non esprimeva convincimenti più gravi di quelli che a livello di opinione politica hanno reso così tardivo il riconoscimento del diritto di voto. Anzi io credo che mentre discettare di capacità e attitudini sia retaggio del passato arcaico, negare i diritti sulla base di reali o presunte differenze di genere sia molto più grave e discriminante nella forma democratica. Hai ragione nel notare come in Svizzera non vi siano immagini offensive delle donne e strumentalizzazioni come nei massmedia del nostro paese, ma forse la spiegazione di tale maggior rispetto deriva dal rigore dell’etica calvinista. Comunque sia c’è sempre tanto bisogno di femminismo, ovunque.
        Un caro saluto Giusi Ambrosio

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2013 da in donne con tag , , , , .

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