laboratorio donnae

ritorno a Paestum

fernandez-11-lg– scritto di Pina Nuzzo –  A Paestum nel 1976 si tenne  un grande convegno del femminismo italiano. Trentasei anni dopo, nell’ottobre 2012, quasi mille donne si incontrano nuovamente, per tre giorni sempre a Paestum, convocate da un documento: primum vivere anche nella crisi – la rivoluzione necessaria, la sfida femminista nel cuore della politica.

Quei tre giorni però, per quanto intensi, non esauriscono una rinnovata voglia di parlarsi, ma mettono anche in evidenza un problema;  le donne approdate al femminismo oggi  percepiscono come poco disponibili al confronto le donne con una storia femminista alle spalle.

La discussione continua anche dopo Paestum: in molte città, in modi diversi, si  cerca di replicare l’esperienza;  se ne parla  in rete, con passione.  Per molte, soprattutto per le più giovani, il discorso è appena iniziato.

Quindi si torna a Paestum per la terza volta.

Nel maggio scorso Ilaria Durigon e Chiara Melloni di Femminile Plurale scrivono, anche a Laboratorio Donnae: “Care amiche, con tutte voi negli ultimi anni abbiamo condiviso incontri e interessi. Ora vi scriviamo per fare un sondaggio rispetto alla possibilità di organizzare quest’autunno un nuovo incontro di carattere nazionale del femminismo. Paestum 2012 aveva mostrato la volontà di ritrovarci e confrontarci, nel tentativo di andare contro l’inevitabile frammentazione che viene sia da una diversità di interessi sia, oggettivamente, da condizioni per molte ragioni difficili. L’idea sarebbe quindi quella di darci nuovamente un appuntamento nazionale quest’autunno a Paestum. Vorremmo sapere se è un desiderio condiviso, se anche voi sentite questa esigenza. Per quanto ci riguarda è un entusiastico sì! La prossima tappa sarebbe quella di un incontro intermedio, per sintonizzarci su contenuti e modalità”.

L’incontro intermedio si tiene a Bologna il 22 giugno. Qui si decide che “il prossimo incontro nazionale del femminismo si terrà a Paestum venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 ottobre.  Come siamo arrivate a queste decisioni?  Nell incontro di sabato, è emerso che il desiderio di tornare ad incontrarsi a livello nazionale era condiviso. Meno omogenee le motivazioni da cui nasceva questo desiderio: tra queste, il bisogno di conoscersi di persona; la voglia di avere maggiore efficacia; la volontà di superare, una volta l’anno, le frammentazioni e le specializzazioni delle singole e dei gruppi; la necessità di allargare il soggetto, il “noi”, delle donne […]

Detto ciò, è stata comunque ribadita la necessità che Paestum 2013 non diventi una semplice ripetizione dello scorso anno, ma si costituisca ed evolva in autonomia, acquisendo l’incontro dell’anno passato come lavoro svolto e facendo un ulteriore passo in avanti, apportando cioè elementi di novità che si andranno a discutere nei prossimi”. LEGGI TUTTO

Libera ergo sum, la rivoluzione necessaria. La sfida femminista nel cuore della politica sono le parole d’ordine di quest’anno. La lettera invito è firmata da Anna Maria Bava, Barbara Cassinari, Chiara Melloni, Elena Marelli, Elisa Costanzo, Gabriella Paolucci, Giulia Druetta, Ilaria Durigon, Laura Capuzzo, Laura Colombo, Maria Bellelli, Nadia Albertoni, Rosalba Sorrentino, Sabina Izzo, Sara Gandini, Silvia Landi, Stefania Tarantino, Tristana Dini, Valeria Fanari

“Libere davvero. Libertà è poter essere, poter scegliere, poter desiderare. È una pulsione naturale, un bisogno palpabile, una lotta irrinunciabile. Voglia di libertà è quello sguardo sul mondo che rivendica un diverso stato delle cose. Spazi, relazioni, persone, potere, conflitti possono essere ripensati, anzi sovvertiti ed è proprio il femminismo quella brezza che ci trasporta verso altri luoghi, altri immaginari. La libertà delle donne è oggi pericolosamente messa in discussione, in ogni ambito della vita, dal tentativo di negare conquiste che sembravano consolidate al manifestarsi di nuove forme di dominio. Il presupposto per dirsi davvero libere è in primis l’aver accesso ai mezzi per condurre una vita dignitosa. Quella di cui stiamo parlando è un’emergenza: le condizioni materiali di vita sempre più precarie, i tagli ai servizi pubblici essenziali, non solo ci condannano ad un’esistenza parziale, una “sopravvivenza”, ma ci rendono anche costantemente ricattabili”.  LEGGI TUTTO

Sul blog dedicato a Paestum si possono già leggere contributi, suggerimenti, critiche. Laura Colombo e  Sara Gandini,  sollecitano una questione: la partecipazione degli uomini all’evento. Scrivono: “Care di Femminile Plurale, nel resoconto dell’incontro di sabato 22 giugno a Bologna, in relazione a Paestum 2012 scrivete che c’è voglia di fare “un ulteriore passo in avanti, apportando cioè elementi di novità”. Siamo d’accordo e crediamo che un punto importante, che marcherebbe una differenza sostanziale rispetto allo scorso anno, sarebbe l’invito esteso anche agli uomini.” LEGGI TUTTO

“Uomini sì o uomini no? Meglio di no – rispondono Laura Capuzzo, Ilaria Durigon, Chiara Melloni di Femminile Plurale – La proposta relativa alla partecipazione maschile è stata presentata come segno/sintomo di novità e cambiamento. A noi francamente pare un tornare indietro, cedendo uno spazio per cui le donne hanno lottato. Durante l’incontro nazionale dell’anno scorso abbiamo ascoltato con estremo piacere i racconti di donne presenti nel 1976, che avevano vissuto quell’incontro anche come un modo per “sottrarsi” ai doveri loro imposti in quanto Donne, per sfuggire al controllo di mariti, padri, fratelli, per entrare in un luogo in cui prendere liberamente coscienza e parola. Un luogo di pratica politica femminista.” LEGGI TUTTO

Tra i tanti contributi arrivati al blog segnalo quello firmato da  Angela Lamboglia, Federica Castelli, Roberta Paoletti, Viola Lo Moro, Teresa Di Martino, Eleonora Forenza, Ingrid Colanicchia, Angela Ammirati, Valeria Mercandino, Giorgia Bordoni, Sabrina Di Lella, Simona Pianizzola, Alessia Dro

“Ci saremo – scrivono – perché pensiamo sempre l’incontro in presenza con le altre come una misura per comprendere noi stesse, a che punto siamo, cosa restituiamo e cosa possiamo assieme. Crediamo in questa energia generativa, e ci auguriamo trasformativa, degli incontri.

Ma non ci sentiamo di firmare la lettera di invito. Riconosciamo che il tempo di scrittura è stato troppo breve, ma questa strettezza di tempi poteva essere un’occasione per una più radicale centratura su di sé, che mettesse in evidenza la posizione da cui si partiva, invitando tutte a portare lo stesso nello scambio, oppure un’occasione di nominare alcune questioni generali ma urgenti che potessero essere un terreno comune di incontro.

Manca il famoso “partire da sé”, davanti al quale ci troviamo tutte ad annuire quando viene pronunciato, ma che forse non assumiamo poi in effetti come punto di partenza di qualunque discussione. Di questo ne leggiamo i segni dalle prime righe, dove la libertà non viene posta solo come una esigenza su cui discutere assieme, ma viene già circoscritta e definita. Questa a noi sembra una libertà senza corpo.” LEGGI TUTTO

La mia impressione  è che  in questa fase  donne vicine per età,  accomunate da condizioni di vita e di lavoro, con un buon livello di istruzione,  siano diventate già quel “noi”  più grande a cui hanno sempre guardato.  Se è così, Paestum segnerà una svolta.

l’immagine è un’opera di Ana Teresa Fernandez

Un commento su “ritorno a Paestum

  1. redazionefemminileplurale
    16 luglio 2013

    Grazie Pina di queste belle parole e di questa fiducia!
    Un abbraccio e arrivederci a Paestum,
    Chiara Melloni

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Questa voce è stata pubblicata il 15 luglio 2013 da in appuntamenti, donne, politica con tag , , , .

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