laboratorio donnae

“le tinte del femminismo che ci piace”

533526_123424381151730_655090800_n– scritto di Pina Nuzzo –

Il  29 novembre scorso, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, lo Sportello Donne Pomezia ha presentato  la graphic novel: Roberta Lanzino, ragazza disegnata da Marina Comandini e sceneggiata da Celeste Costantino.   Teresa Di Martino, la sera stessa, a dibattito concluso,  ha scritto su Facebook: “Partire dal femminicidio di Roberta Lanzino e arrivare alla politica delle donne, passando per il rapporto tra movimento e istituzioni. Oggi a Spazio Durango è andato in scena un confronto autentico, vero, desiderato. Grazie a Celeste Costantino e Pina Nuzzo per aver colorato Pomezia delle tinte del femminismo che ci piace. Grazie a chi ha partecipato, perchè ha partecipato davvero.” Ho commentato: “è stata una serata speciale”.

Tempo fa, quando ho accettato di partecipare, l’ho fatto con sentimento leggero; sapevo che avrei rivisto donne  con cui da tempo ho un confronto e uno scambio politico. A Pomezia alcune di loro hanno aperto uno sportello a sostegno delle donne che subiscono violenza e mi incuriosiva vedere come riescono a tenere insieme  una pratica femminista in un gruppo dove ci si sceglie,  con una militanza sul territorio dove l’esposizione pubblica è a partire da un servizio,  ma anche da un  centro culturale come Spazio Durango, in cui ci siamo incontrate. Dovrei dire incontrati perché c’erano degli uomini.  Teresa  introducendo ha parlato del suo percorso politico, della relazione con le sue compagne e  con noi relatrici.  E mi sono sentita a mio agio. Celeste ha descritto come è nato il libro su Roberta Lanzino  e mentre  l’ascoltavo, per la prima volta, ero ammirata dalla passione e dalla partecipazione che ci metteva, anche se quella storia l’aveva sicuramente raccontata già. Nel corso della serata abbiamo avuto modo di parlare in modo diretto e franco, a partire dalle nostre diverse pratiche politiche, tra noi e con il pubblico presente. Mi sono sentita libera.

E’ stata una serata speciale, di quelle che ti viene voglia di ripetere. Mi piacerebbe  tornare a Pomezia, in quello spazio, con quelle donne e quegli uomini e raccontare una storia, quella che ho vissuto io,  per il solo piacere di raccontare.

 

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