laboratorio donnae

Paestum: 4 artiste per 4 dee

Dee PaestumL’Associazione Artemide, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta e la Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Paestum e con il patrocinio della Commissione per le pari opportunità e il Comune di Capaccio in occasione della Giornata Internazionale della Donna organizza

FIGURIAMOCI, visioni oltre il mito: pitture, fotografie e opere grafiche su Afrodite, Artemide, Atena ed Hera

Espongono: Morena Luciani, Pina Nuzzo, Franny Thiery, Cristina Vuolo

“L’incontro proposto per questa Giornata Internazionale della Donna, nato da una bella sinergia tra donne (noi dell’associazione Artemide e la Direttrice del Museo di Paestum, Marina Cipriani), si compone di tre diversi momenti, che hanno in comune l’essere stati originati dalla stessa relazione tra lo spazio (museo archeologico) e il tempo (otto marzo): una mostra di artiste femministe che interpretano quattro dee, una visita guidata che legge le tombe dipinte lucane dal punto di vista della vita femminile, una lettura di “perle” della misoginia antica. Si tratta, se vogliamo, di una sorta di archeologia della disparità, una “presa d’atto” delle origini del dominio culturale di un sesso sull’altro, in cui, tuttavia, lo sguardo (quello delle artiste ma anche quello delle lettrici e, ci auguriamo, quello delle visitatrici e dei visitatori) provoca contemporaneamente una “presa di posizione” su quei presupposti.

In più, per noi che l’abbiamo voluta, questa operazione ha un po’ il sapore di una “resa dei conti” fra la nostra riflessione femminista e la nostra appartenenza a un luogo, Paestum, dove il mito originario si respira nell’aria, dove le figure di dee e dei sorgono ad ogni incrocio, evocate da marchi e tabelle turistiche, e dove – fatto più rilevante per quel che ci riguarda – così copiosa e significativa è la presenza di luoghi di culto e testimonianze legati al mondo femminile.

Ma ecco che, nell’accostare le immagini del mito (le dee) a quelle della pittura tombale e della letteratura antica (le donne) un contrasto salta agli occhi, e ci interroga ulteriormente: qual’è la relazione fra lo splendore e la potenza della figura femminile divina e l’opacità, l’impotenza simbolica e storica della donna incarnata? Qualcosa ci dice che sotto questa domanda se ne nascondano altre, che riguardano il nostro rapporto con le une e con le altre e il valore che attribuiamo loro nella nostra ricerca di rappresentazioni che ci appartengano…

(dal catalogo della mostra)

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  1. Pingback: Paestum, 4 artiste per 4 dee | Pina Nuzzo

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