laboratorio donnae

gener-azioni

ATENA  2014, carta e acrilico su tela cm 70x100_Pina Nuzzo – restituzione di Simona Trabucco – 

15 marzo 2014,  è il compleanno della donna che con tutto il suo amore e desiderio, e nonostante tutto e tutti, mi ha generata, portata e data al mondo, come dice una bellissima canzone. Madre vicina e lontana,  lume e buio, bussola e perdizione, guida e seguace. Il grande amore della mia vita.

Genus, genere, generare, generazioni, parole quanto mai attuali in questa fase della mia vita e del mio percorso di conoscenza. Sono risuonate all’ultimo incontro di Laboratorio Donnae a proposito dei nuovi orizzonti che le nuove generazioni di donne hanno il diritto di costruirsi e darsi da sé nel “qui ed ora”, pur nella continuità di una genealogia imprescindibile, dalla quale è inutile fare fughe “intelligenti”, pur nella conoscenza delle donne che le hanno precedute e delle loro azioni e lotte politiche passate. E’ da loro che veniamo, in fondo sono loro che ci hanno generate e da loro e da quel “luogo” non possiamo scappare.

Spinta un po’ dalla curiosità e molto dall’ammirazione e l’empatia che provo per le organizzatrici dell’iniziativa,  ho partecipato all’evento Gener-azioni  organizzato dalle Business Professional Women, BPW club Ticino e da l’Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale (IUFFP) di Lugano in occasione dell’Equal Pay Day.  La serata è stata dedicata alla presentazione del concetto e delle attività di “mentoring” professionale femminile:  grazie all’invito rivolto a professioniste mature o con piu’ esperienza in alcuni settori professionali, e a studentesse o giovani e future professioniste, è stato possibile fin da ieri sera mettere in contatto le une con le altre per creare delle relazioni di consiglio e guida, mentoraggio se vogliamo usare il termine simile a quello inglese “mentoring”.

Faccio una piccola ricerca e apprendo che “Mentore” è un personaggio dell’Odissea, l’itacese cui Ulisse affida il piccolo Telemaco prima di partire per la guerra di Troia. Ma leggo anche che Atena, dea della saggezza, prende le sembianze di Mentore durante la telemachia per sostenere Telemaco e, durante lo sterminio dei proci, per infondere coraggio a Ulisse e sostenerlo nella battaglia.

Quindi, penso, anche in questa occasione le donne, come fece Atena, hanno preso  a modello una buona pratica, molto usata in ambiti di sviluppo  ed orientamento delle potenzialità professionali maschili, e ne hanno fatto tesoro per diffondere questa pratica in ambito professionale femminile, dalle donne per le donne. Da una generazione all’altra.

Come ho visto accadere in tutte le tavole rotonde, laboratori di pensiero e di azione, addirittura prove di coreografie o “cerchi delle donne” (con o senza tenda rossa), le donne si sono parlate sinceramente, si sono spese le une per le altre, erano li per trasmettere conoscenza e diffondere il loro impegno, professionale, sociale e umano, e ancor prima si sono riconosciute.

Partendo da una richiesta della moderatrice di fare una breve presentazione di sé e soprattutto di quelli che erano i propri obiettivi professionali o di vita a 20-30 e di quella che è ora la propria realtà professionale, ognuna ha preso la parola ed ha avuto inizio un lungo racconto unito da un unico invisibile  ed indescrivibile filo, fatto di storie di giornaliste, insegnanti, avvocate, scrittrici, politiche, ingegnere, esperte di tecnologie, gestore di fondi, bancarie, impiegate, mamme e figlie, che generosamente si sono messe a disposizione di giovani donne che mi è sembrato abbiano realizzato di quanto bisogno avessero di quelle parole di esperienza e vi abbiano attinto come ad una fonte di nettare nutriente.

Nettare cui abbiamo attinto tutte, non solo le giovani. Ognuna ha fatto dono della sua esperienza, dei suoi sogni di ragazza e delle sue gioie o delusioni in percorsi professionali dei piu’ disparati. Ci hanno accompagnato moltissimi scoppi di risa! Ma sono stati molti di piu’ i momenti di profondo ed attento ascolto in silenzio.

“Le mie mentori sono state le donne della mia famiglia. Noi eravamo figlie di naviganti a Genova e i nostri padri e fratelli stavano via da casa per mesi. Tutto quello che ho imparato e sono lo devo a mia madre e mia nonna – dice una donna con orgoglio contagioso – ho sempre saputo cavarmela da sola nella vita e ora sono presidente di una importante fondazione, un’attività molto impegnativa che sono onorata di portare avanti. Certo, l’essere stata sempre cosi forte ed indipendente mi ha creato qualche problemino nelle convivenze in seguito…”.

“Vengo da una famiglia numerosa, di origini contadine. Mio padre non aveva titoli di studio. Mia mamma ha sempre lavorato assieme a lui e direi che era la mente della casa. Penso che sia stata lei il mio modello a livello inconscio. Ricordo che a 17 anni desideravo proseguire con gli studi e mi era già chiaro che non avrei avuto figli prima dei 25 anni. Ho scelto una professione “atipica”, che oltre a grandi soddisfazioni personali, mi ha aperto inaspettate possibilità. Sono ingegnera civile e da poco sono entrata in politica, un doppio lavoro, molto faticoso ma arricchente. Mi sono anche sposata ed ho 2 figli, quindi alla fine è andato tutto bene…”.

“Questa serata serve molto anche a me. Mentre vi ascoltavo ho realizzato che anche io ho avuto una mentore. Da giovane avevo sempre pensato che la mia carriera sarebbe stata irrefrenabile. Ero in 4 consigli di amministrazione di una piccola multinazionale, mi occupavo di affari legali ed ero una manager amata e stimata da tutte e tutti in azienda. Poi la vita a volte ti ferma, arrivano un nuovo posto di lavoro, il mobbing, sei costretta a lasciare quello che fai da una vita e con cui ti identifichi. Arriva anche una malattia. Perdi tutto. Fu in quel punto basso della “U curve” che una donna, senza che io glielo chiedessi, mi dette il consiglio giusto, quello di iscrivermi ad un master su una materia nuova, molto richiesta dalle aziende. Frequentai il master con grandi sacrifici (tutti i weekend a Verona, dormivo dalle suore per risparmiare!). Oggi sono di nuovo una manager, mi occupo sempre di affari legali, compliance ed etica aziendale, ho ottenuto una nuova importante certificazione e ho grandi possibilità di espandere la mia professionalità. Il mio “grazie” di cuore stasera va a voi che siete qui e anche a quella donna che mi mise sulla buona strada”.

“Da quando sono ragazza mi interesso di parità di genere e da quando lavoro in azienda me ne occupo attivamente. Non dimentichero’ mai lo sconcerto e la delusione del giorno in cui scoprii che i bonus che la mia azienda elargiva a tutti i dipendenti non erano legati al livello professionale, all’esperienza ed al merito, ma erano stati assegnati in misura piu’ abbondante ai colleghi uomini. Un mio collega che ne sapeva meno di me ed era stato appena assunto, prese un bonus molto piu’ consistente del mio che ricoprivo un ruolo di rilievo e lavoravo in quell’azienda da molto piu’ tempo. Ci rimasi cosi’ male che decisi di diventare un’attivista sul fronte della parità salariale e di genere. Ancora oggi i curricula di donne vengono scartati a prescindere da qualsiasi valutazione e le aziende non si rendono conto del capitale umano che perdono, per sé stesse e per la società in cui viviamo tutte e tutti”.

“Scusate se sono arrivata cosi’ in ritardo  (sono le ore 20 e l’incontro iniziava alle 18’00), per presentarmi inizio col dirvi cos’ero fino a due ore fa. Mezza giornalista e mezza giurista d’impresa. Sono due metà che insieme dovrebbero fare un’unità ma a volte non ne sono molto convinta! E comunque stasera il mio capo mi ha detto che, considerato il suo carattere e le sue aspettative, non vado piu’ bene per il posto di lavoro che ho nella sua società. Stasera mi ha licenziata. Ha detto che sono troppo propositiva, entusiasta e questo lo infastidisce. Forse sono troppo brava per la posizione che voleva ricoprissi. Io mi ero impegnata molto per andargli bene, pensavo davvero di dover migliorare, che fosse colpa mia, che le sue lamentele fossero giustificate. Giorni fa pero’ mi aveva detto “Sei femmina, stai zitta” e sono quasi crollata. Quel posto è diventato una gabbia. Forse è meglio cosi’. E comunque voglio essere positiva e la cosa buona che ho da dirvi è che fra 2 settimane mi sposo!”.

Eravamo sedute in cerchio, molte si conoscevano e molte no, ma eravamo tutte li per lo stesso motivo: “abbiamo bisogno le une delle altre”, posso scriverlo, citando una donna che ha parlato all’ultimo incontro di Laboratorio Donnae a Manfredonia.

Dopo la serata di presentazione del programma di mentoring, alcune accompagneranno altre in una parte del loro percorso di formazione o lavorativo, le guideranno nelle difficoltà del mondo del lavoro, dando il consiglio che viene dall’esperienza, la parola di aiuto che puó far loro superare un ostacolo e realizzare un obiettivo professionale.

Io e la ragazza licenziata siamo state come attratte dalla conversazione a due durante l’aperitivo che è seguito al dibattito e abbiamo scoperto di avere moltissime cose in comune sia a livello di formazione professionale che personale.

Sono onorata che mi abbia scelta come sua mentore. Sento una grande responsabilità ma ho le idee chiare e mi sento utile. L’ho accompagnata a casa e ci siamo scambiate i numeri di telefono e gli account facebook, whatsapp etc. Stamattina mi ha scritto “ho trovato energia,  positività, forza, coraggio, passione, lungimiranza… grazie! Stamattina sono piena di tutto questo!”.

Genera-azioni è un progetto appena avviato che continuerà  e a cui auguro lunga vita perchè è utile, pragmatico e consente un’interazione immediata tra donne di diverse generazioni che hanno obiettivi comuni: la parità di genere, la parità salariale, una democrazia paritaria.

Chi fosse interessata a parteciparvi come mentore o come beneficiaria del mentoring, puo’ contattare le organizzatrici Marialuisa Parodi e Deli Salini via email (gener.azionibpw@gmail.com) e sarà ri-contattata al telefono.

Congratulazioni a BPW club Ticino  ed allo IUFFP per l’ottima idea e l’organizzazione.

PDF TESTO

l’immagine è un’opera di Pina Nuzzo: ATENA  2014, carta e acrilico su tela cm 70×100

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