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Medea non ha ucciso nessuno

lafilosofiAmaschiA

Christa Wolf a Francoforte nel 1999 Christa Wolf a Francoforte nel 1999

Pochi giorni fa la tragica notizia di una madre che ha ucciso i suoi figli. Fioccano quindi i commenti autorevoli e gli articoli a sensazione, com’è ormai tipico nella gestione dell’informazione in occidente. Si diffondono soprattutto le parole di Massimo Recalcati e di Concita De Gregorio, che riportano in continuazione il nome di Medea, la donna assassina dei figli per antonomasia.

Peccato però che Medea non abbia ucciso nessuno.

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4 commenti su “Medea non ha ucciso nessuno

  1. paolam
    21 marzo 2014

    Apprezzo l’intenzione, e la condivido, che è quella di controbattere l’abuso di luoghi comuni, che infestano i nostri pulpiti mediatici, e che sono rimandati al mittente dall’autrice del post. Però, non facciamo pure noi come i banalizzatori di Euripide, e ricordiamoci che i motivi per cui il tragico ateniese sviluppa il mito di Medea proprio in quel modo sono stati oggetto di studio, e le interpretazioni sono varie. Di certo dobbiamo tenere presente sempre un principio guida: il mito “vero” cioè quello “originale”, non esiste, o se esiste non è detto che possiamo rintracciarlo. I miti sono materiale plastico, e fatto a strati, dei quali ogni epoca, ogni occasione, ogni contesto ha preso un pezzo, aggiunto un altro pezzo, eliminato un altro pezzo, rielaborato e rifuso, a seconda di quel che si voleva far significare al mito in quel determinato momento. Appunto, come capita ora. Con buona pace di Freud, di Nietzsche, di Jung, e di tutti gli altri che hanno fatto dei miti altrettanti archetipi.

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  2. Rosa
    31 marzo 2014

    grazie per le precisazioni su Medea.Adoro il testo della Wolf.Si è vero,i miti sono plastici e per questo esposti al caposaldo della Cultura Occidentale:il matricidio simbolico.Medea come una lunga schiera di donne del passato è accusata dei fantasmi maschili.Tocca a noi destrutturare quel simbolico della violenza e costruirne uno nuovo.A iniziare dalla pietas per quella donna che ha ucciso i suoi figli ossia il bene per lei più prezioso benchè non ne avesse diritto,

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  3. paolam
    7 aprile 2014

    Allora, partiamo da qualche dato di fatto, ci sarà utile. Questo è il testo di Euripide, in una delle tante traduzioni italiane, http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/speciali/medea_di_euripide.pdf, e
    questi sono i versi con le parole che la protagonista rivolge a sé stessa:
    “No, no, cuor mio, non compiere lo scempio!
    Lasciali, o trista, i figli non uccidere.
    Forse laggiú, con me vivendo, gioia
    darmi potranno? Oh, per le Furie inferne
    d’Averno, non sarà che i figli lasci
    dei nemici all’oltraggio. Inevitabile
    destino è questo, e sfuggirgli non posso.”
    E più sotto: “Amiche, è fermo il mio disegno: i figli,
    prima ch’io possa, uccidere, e lontano
    fuggir da questa terra, e non concedere
    che per l’indugio mio muoiano i figli
    di piú nemica mano. E’ ch’essi muoiano
    ferma necessità”.
    E in un’altra traduzione (qualsiasi) http://www.skuolasprint.it/opere-greche/tragediegreche/medea-euripide.html:
    “No, non farlo, cuore mio: lasciali in vita, sciagurata, risparmiali i tuoi figli; laggiù, in Atene, vivendo con te, ti daranno gioia. No, per i demoni vendicatori dell’Ade, non consegnerò mai i miei figli al ludibrio dei miei nemici”.
    Solo da questa lettura si evince quali fossero le motivazioni che Euripide attribuisce al gesto della sua eroina: uccidere lei stessa i figli prima che i suoi nemici possano ucciderli, e benché ci possa sembrare una risoluzione non necessaria: insomma, se lei fugge, non poteva portarli con sé? Resta il fatto che questa è la motivazione che l’autore fa enunciare alla protagonista. E anche senza porci il problema del perché, del contesto storico-politico contingente di Atene in quel momento (è stato fatto e ce ne sono motivi) etc. etc. la prospettiva cambia un bel po’.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 marzo 2014 da in donne.

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