laboratorio donnae

…soggette di un discorso e di una storia

Jeanne_Ière_de_Naples,_dite_la_Reine_Jeanne,_comtesse_de_Provence

Con la “lezione peripatetica per le vie di Lecce” Marisa Forcina ci prende per mano e ci fa vedere come “ogni città evoca i suoi abitanti,  mostra tracce dei suoi governi e delle sue rivoluzioni, custodisce nei giardini e nelle case racconti e testimonianze, modi di vivere e contestazioni che sono e sono state di uomini e donne, di donne che sono state capaci di prendere la parola e di porsi come soggette di un discorso e di una storia.

La prima tappa delle ricerche femministe, o il modo di attraversare una città è stato quello di fare attenzione alle donne che ne hanno fatto la storia, e quindi considerarle oggetto di attenzione e di ricerca puntando l’attenzione su ciò che era stato dimenticato o lasciato ombra come non meritevole di ricordo e studio approfondito; ora però bisogna capire che questo non è uno studio aggiuntivo, così come non si tratta di studiare ad esempio i monasteri femminili come quanto e accanto a quelli maschili.

Oggi si tratta di vedere e far vedere come la presenza delle donne ha operato e trasformato la città, la storia, le idee, il diritto. Non basta l’oggetto né il soggetto di ricerca, non basta che queste siano riconosciute come donne, o che la loro presenza sia certificata. E’ necessario ora effettuare una lettura del mondo, una passeggiata nella città, che sia generalizzabile e far vedere quanto la loro presenza sia servita a costruire la storia in generale, la politica in generale, la città di Lecce, come in generale ogni città. Nella certezza che il compito che ci spetta è quello di attraversare la città in senso metaforico e metonimico facendo emergere la tensione che il doppio registro della sessuazione ha imposto alla realtà e al sapere.

Non si tratta di ricostruire una nuova ulteriore metafisica dove le donne siano ancorate al registro dell’oppressione o all’opposto a quello della genialità, o di aprire un registro complementare al sapere costituito, ma si tratta di far percepire come la presenza femminile e la registrazione di questa presenza abbia aperto le porte a un nuovo modo di concepire il sapere, così come attraversare la città entrando nel privato delle case e dei giardini è un altro modo per entrare nella città, un altro modo di conoscere la città e le sue piazze.”  LEGGI TUTTO

Dal blog  I SAPERI DELLE DONNE

Immagine: Giovanna D’Angiò

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