laboratorio donnae

Castel Madama: riflessioni a margine

WP_002913Vorrei comunicarvi l’emozione che ho vissuto sabato 18 al Castello Orsini di Castel Madama,  quando Rossana Timperi, la presidente di Noi Lilith, ha cominciato a parlare.

Ci aspettavamo, nella migliore delle ipotesi, una quarantina di persone, immaginate lo stupore quando via via hanno continuato ad arrivare tante donne,  e anche qualche uomo, che hanno resistito fino alla fine, condividendo molte delle nostre proposte.

Abbiamo centrato l’obbiettivo che ci eravamo prefisse?

Noi pensiamo di si, eravamo quasi un’ottantina e da ieri continuiamo a telefonarci per capire cosa ha permesso questo pomeriggio magico. Volevamo avere uno spazio amico per poter esporre alcune nostre proposte, in libertà, raccontando  la fatica, le mediazioni, la possibilità di scambiare parole di senso,  che ci concediamo quando non siamo dentro logiche di schieramento  a priori. Quando sappiamo ascoltarci, sappiamo anche che esiste  “il piacere di fare politica “.

Se avete letto il manifesto sapete che Pina Nuzzo ci è stata vicina, era lì a sostenerci con la sua presenza discreta e “signora”,  con le sue parole politiche sempre così appropriate. Le donne degli altri gruppi presenti, hanno capito l’importanza  del “regalo” e, come accade in queste occasioni, si sono scambiate informazioni,  indirizzi mail,  numeri di telefono.

Ogni donna che ha parlato, l”ha fatto a suo modo: con un documento politico vero e proprio che analizzava i vari aspetti dell’essere donna oggi ; narrando un percorso di crescita verso l’appartenenza di genere; raccontando con ironia gli stereotipi che ci imprigionano e che non potranno mai leggere la nostra complessità; recitando per dire con leggerezza cose importanti attraverso la simulazione teatrale.

Gli interventi sono stati intervallati da  letture di poesie a tema e giovani donne che hanno suonato e cantato per noi.

Al convegno era presente la mamma di “Rosa”, la ragazza che nel 2012 ha subito uno stupro all’uscita di una discoteca a Pizzoli, l’Aquila. Ha deciso di parlare dopo l’intervento conclusivo di Pina che raccontando della Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, ha sottolineato la necessità di creare eventi politici per dare parola alle donne non come vittime, ma come testimoni di un crimine. Ha poi ribadito quanto sia stata importante la presenza silenziosa delle donne fuori e dentro il tribunale dell’Aquila, ma non per questo meno visibile e assordante. E ci ha sollecitato a non lasciarla sola all’ultimo grado di giudizio in Cassazione a Roma l’8 di gennaio del 2015.

Ci organizzeremo sicuramente.

La nota dolente, e l’abbiamo denunciato, è che lo sportello antiviolenza, aperto una volta alla settimana,  che fa, ancora per poco, parte del progetto  “La via lattea-Centro antiviolenza itinerante” di Differenza Donna, chiude entro la prima metà del mese di novembre  perchè non ha ricevuto il rifinanziamento. Non è possibile, qui e in poche righe, entrare nelle logiche  che assegnano i finanziamenti, ma vogliamo con insistenza richiamare l’attenzione sulla situazione perché, dopo un’ iniziale diffidenza da parte delle popolazione, il servizio ha cominciato a funzionare. Grazie alla tenacia dimostrata dal personale e a Noi Lilith che abbiamo  fatto opera di divulgazione per farlo conoscere in sinergia con le operatrici.

La crisi non può essere il pretesto per cancellare  servizi indispensabili a donne e a minori in difficoltà, persone già così provate dalla vita. Anche su questo noi torneremo, la nostra azione politica non si ferma. Sabato 25 ottobre ci rivediamo, le donne di Noi Lilith di Ciciliano, per continuare ad intessere rapporti tra donne e il territorio che ospita.

 Silvana Casellato

 

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Le foto, scattate con il mio cellulare, non sono eccezionali, ma le pubblico ugualmente perchè restituiscono abbastanza il clima. Pina Nuzzo

2 commenti su “Castel Madama: riflessioni a margine

  1. Laura
    21 ottobre 2014

    Silvana l’ha definito “un pomeriggio magico” e concordo, perché essendo presente, so che ci siamo scambiate parole importanti, esperienze, riflessioni ed emozioni. Penso che ciò sia accaduto perché Noi Lilith, l’Associazione organizzatrice, ha creato uno spazio ospitale, di cui loro sono state generose padrone di casa: hanno dato a tutte noi tempo e modo di esprimerci. Si sono alternate musica, parole, teatro e siamo passate dall’acquisire informazioni sul Codice Rosa e i Centri Antiviolenza, alle riflessioni sul linguaggio in ottica di genere, alle risate, all’emozione di una canzone, alla ricerca di una consapevolezza maggiore attraverso le parole delle altre. E se ciò non fosse bastato, la chiusura di Pina, ci ha donato qualcosa in più: ci ha detto che la costruzione di una narrazione è politica. Ci ha ricordato, che in quella sala, in quel momento stavamo facendo politica, in quanto donne. Vi lascio con un’immagine che mi ha colpito: Silvana e Pina, che si allontanano sottobraccio, chiacchierando, attraversando l’arco di un paese medievale. I passi di certe donne ci conducono lontano. Ci vediamo in Cassazione L’OTTO Gennaio!

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    • laboratorio donnae
      21 ottobre 2014

      Cara Laura, senza una paziente “tessitura” la politica delle donne non produce luoghi di accesso dove è possibile incontrare donne normalmente speciali come te. Ciao, Pina

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