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Chiara Vigo, la sapienza millenaria del bisso

 

chiara vigo

 

Ho firmato una petizione in favore di Chiara Vigo, depositaria di un’arte millenaria: la lavorazione del bisso. I manufatti di bisso, secondo la  tradizione rispetta da Chiara, non si possono vendere, nè acquistare. Ho firmato perchè per affrontare decorosamente il suo impegno per le future generazioni Chiara Vigo merita non solo di poter disporre di uno spazio permanente a titolo gratuito quale è Montegranatico di Sant’Antioco, ma anche di essere tra i fruitori della Legge Bacchelli  SE VUOI FIRMARE

Conoscevo la storia di Chiara Vigo grazie a Ilaria Scalmani che l’aveva incontrata alcuni anni fa e scritto il contributo che segue

Ho conosciuto Chiara Vigo durante un viaggio in Sardegna nell’estate del 2009. Durante il mio soggiorno nell’isola una donna mi racconta di Sant’Antioco e del Museo del Bisso. Si offre quindi di accompagnarmi a conoscere l’ultimo maestro di bisso al mondo: una donna, Chiara Vigo.
Mi appare una donna affascinante ma allo stesso tempo brusca e determinata. Precisa subito che ci troviamo in un luogo dove si fa un’arte antica e dove nulla è in vendita, poiché nel suo Giuramento dell’acqua è espressa la volontà di mantenere quell’arte come bene dell’umanità e non come proprio consumo personale.
Chiara nasce nel 1955 in una famiglia di antichi maestri: una nonna è un maestro (Chiara usa sempre il termine al maschile, forse memore di un uso della parola tradizionalmente maschile. Tuttavia essendo lei una donna preferisco usare il femminile) di tessuti antichi, l’altra nonna è una maestra di bisso e di tessitura per museo, il nonno è maestro di stucchi e restauri in pietra. Attraverso varie vicissitudini familiari, Chiara trascorre la sua giovinezza a seguire le orme artistiche della nonna Leonilde nella sua “stanza bottega dove il tempo non è mai troppo, le persone che passano a trovarla hanno tutte una storia da raccontare, così che il fascino del tessuto del vivere prende corpo nella mia anima e imparo avvolta dal fascino del patrimonio gestuale che la avvolge le leggi della Maestria i suoi formulari e i suoi segreti le sue storie antiche[…]”.
Chiara così inizia a dedicare la sua vita al Bisso, la seta del mare, la cui storia si perde nella notte dei tempi. Fibra di origine animale, il bisso viene prodotto da un grande mollusco bivalve chiamato Pinna nobilis. Con il filo che se ne ricava sono stati creati abiti pregio inestimabile riservati a Papi, Regine o Capi di Stato.
Dopo anni di studi nonna Leonilde decide che Chiara è pronta per il Giuramento e per il passaggio di consegne delle leggi della Maestria: il Bisso è e deve rimanere bene di tutti come il mare.
Ponente, Levante, Maestro e Grecale
Prendete La mia anima e
Buttatela nel fondale
Che sia la Mia Vita
Per Essere, Pregare e Tessere
Per Ogni Gente
Che da me và e da me viene
Senza Tempo. Senza nome, Senza Colore, Senza Confini,
Senza denaro
In nome del Leone dell’Anima Mia e
Dello Spirito Eterno
Così Sarà.
Chiara comprende l’importanza di quel ponte di saperi e si preoccupa “per anni di studiare l’eco-sistema della mia Isola in maniera da scoprire che in particolari periodi dell’anno il fango dei fondali della laguna diventa morbido per le particolari condizioni climatiche e quindi è possibile estrarre l’animale senza fargli male ed è anche possibile tagliare la seta e rimettere a dimora l’animale senza danneggiarlo ottenendo in regalo dal mare quanto indispensabile a produrre tessuti di pregio inestimabile destinati al piacere di tutti ma riservati alla sola conservazione storica di questa arte […]”.
Nel racconto, durante la mia visita al museo, Chiara mi incanta con le sue parole e i suoi gesti che accompagnano i versi del giuramento. Sono versi e movimenti che hanno in sé l’essenza del tempo, il potere del rito e l’intrinseco significato che regola il tempo della Madre Terra. Vedere il movimento delle mani, l’articolarsi delle dita dando forma a parole è stato come essere in una macchina del tempo ad assistere a antichi riti.
In quella mattina in cui l’ho ri-conosciuta, Chiara mostra come dal bisso si lavora per farlo diventare filo, ci mostra i suoi lavori, spiegandoci che è lei che decide a chi dedicarli poiché è un regalo che la Maestra del bisso fa all’umanità. Tra le varie opere d’arte Chiara ha anche dedicato un arazzo con il leone di Tiro al lavoro silenzioso di tutte le donne in occasione della Giornata internazionale della donna.

Chiara Vigo oggi è l’unica donna al mondo ad avere le chiavi di un sapere millenario, durante il nostro incontro ci dice che sta insegnando a sua figlia l’arte della tessitura poiché quando arriverà il suo tempo ella sarà la nuova Maestra, poiché dai tempi di Berenice questa è un’arte che di generazione in generazione si è andata tramandando tra le donne della sua famiglia.

“per conoscere apprezzare e amare bisogna entrare nel mondo magico della Bottega dove l’arte vive senza la paura di essere venduta e dove l’incontro con chi la ama e la difende diventa… un momento da vivere che non può essere descritto neanche da un maestro”

Ilaria Scalmani

http://www.chiaravigo.com/wordpress/chiara
http://www.chiaravigo.com/wordpress/foto-e-video/intervista-sardegna-digital-library

Un commento su “Chiara Vigo, la sapienza millenaria del bisso

  1. giusi ambrosio
    19 gennaio 2016

    Grande emozione nel leggere questa narrazione dal vero di un’arte e di una donna Chiara che la custodisce e speriamo tutte insieme possa trasmetterla.
    Ho anche avuto un personale ricordo in quanto mia madre nel nominare i tessuti pregiati spesso faceva riferimento al bisso che evidentemente nella sua giovinezza era noto più di quanto possa esserlo ai nostri giorni. Che gioie sconfinate questi saperi!
    e quanto e come in relazione il cervello e le mani!
    un abbraccio Giusi Ambrosio

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 19 gennaio 2016 da in donne con tag , .

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