laboratorio donnae

‘sorellanza’ vuol dire non farsi mettere le une contro le altre

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E’ ingannevole pensare che la pubblicità usi il corpo delle donne per parlare agli uomini. No, lo fa per parlare a noi, per dire: se vuoi essere vista – da un uomo, ma anche dalle donne – devi essere come questa donna. Apparentemente spregiudicata, apparentemente disinvolta, MODERNA, per assecondare l’immaginario maschile. La maggior parte dei messaggi pubblicitari sono pensati per consolidare lo stereotipo che vuole le donne sempre rivali tra loro, pur di compiacere LUI.

Sono come tu mi vuoi e sono più brava di LEI. Sono più brava in cucina, più brava a letto; mi concedo di più e meglio.

Per contrastare il messaggio sessista, implicito in certe rappresentazioni, non basta la denuncia, occorre lavorare anche su noi stesse, produrre e promuovere rappresentazioni che siano di nutrimento per il nostro immaginario. In mancanza di questo passaggio, e della consapevolezza politica che ne deriva, si rischia di venire risucchiate nelle fantasie altrui.

Lo slogan degli anni settanta né puttane, né madonne, solo donne riassumeva un concetto semplice: la forza della società maschilista, e di ogni singolo maschio, sta nella competizione tra donne. Questa è la nostra debolezza, questo era – ed è – il meccanismo da rompere. Sorellanza voleva dire non farsi mettere le une contro le altre, non cadere nella trappola della prescelta o della più brava. Oggi questo slogan appare superato perché l’asticella della competizione si è alzata; molte giovani, per non essere rifiutate dai coetanei, dalle compagne di scuola o dal gruppo, accettano di dare corpo alla donna che hanno in testa tanti maschi.

Non penso che le cose siano rimaste com’erano, abbiamo fatto tanta strada da allora, ma tanta ne resta da fare e tutta in salita se per declinare la nostra sessualità accettiamo pornografia e prostituzione. Mi dispiace, ma non capisco, non capisco il nesso tra pornografia e sessualità; per me pornografia è la guerra, la tortura, gli spettacoli con gli animali…

Penso che abbiamo ancora tanto da dire su di noi, senza nasconderci dietro gli studi di genere, ma neppure dietro le pratiche delle femministe che siamo state. Oggi è tutta un’altra storia.

Pina Nuzzo

link utili:

“mai imparato il greco” di Zadie Smith https://laboratoriodonnae.wordpress.com/2012/06/07/mai-imparato-il-greco/

Pina Nuzzo, intervista avvio Campagna Immagini Amiche 2010 https://www.youtube.com/watch?v=xRRACB8kRAY

Il porno può rivoluzionare lo sguardo della donna, parola di ragazze. http://www.lastampa.it/2016/09/15/spettacoli/il-porno-pu-rivoluzionare-lo-sguardo-della-donna-parola-di-ragazze-Wp9z1SdAvAoGlCozXNgGdO/pagina.html

L’immagine è di Sandy Orgel che nel 1973 realizzò un’installazione inserendo in un armadio un manichino femminile a voler simboleggiare il confinamento letterale della donna all’interno della sua stessa casa. Ella scrisse: “Questo è dove le donne sono sempre state – tra le lenzuola e sullo scaffale . E ‘ tempo di uscire allo scoperto.” 

2 commenti su “‘sorellanza’ vuol dire non farsi mettere le une contro le altre

  1. paolam
    20 aprile 2017

    Il nesso per me c’è, ed è con una versione prevalente della sessualità maschile come esercizio di potere sulla carne del corpo di un’altra persona. In qualsiasi modo agito.

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  2. Paolo
    20 aprile 2017

    la sensualità e il sex appeal maschile e femminile esistono, vanno raccontati anche in pubblicità ma un conto è una pubblicità di intimo sexy o di un profumo (in cui la sensualità ha senso)un altro è la pubblicità di un cellulare

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Questa voce è stata pubblicata il 19 ottobre 2016 da in conosciamoci, femminismo.

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