laboratorio donnae

26 novembre, dove vai? porto pesci

di Pina Nuzzo

Una manifestazione indetta il 26 novembre rientra nell’ambito della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, data carica di significato per il femminismo, non solo in Italia. Da quando è stata istituita, nel 1980, è diventata l’occasione per donne, organizzate e no, di denunciare un crimine che tante – troppe – subiscono fino alla morte, ma anche per tessere tra noi quelle relazioni necessarie per azioni politiche efficaci. Mai come quest’anno, però, il femminismo italiano arriva all’appuntamento diviso, lacerato; il dibattito sulla gestazione per altri, le divergenze profonde sulla “libertà” di usare il proprio corpo nella pornografia, nella prostituzione o per l’assistenza sessuale a disabili, hanno lasciato ferite aperte.

Promuovere una manifestazione in queste condizioni richiedeva coraggio e capacità di gestire processi politici e avviarne dei nuovi, possibilmente.

Ma il documento politico con cui è stata convocata la manifestazione ha suscitato perplessità, è risultato debole perché lascia fuori tutte le questioni a cui ho accennato. Il dibattito che ne è seguito non ha aiutato, si è attestato sulla difensiva da entrambe le parti, per non parlare del fastidio verso pratiche ritenute superate, come le donne che le hanno rivendicate. E’ successo a me.

Mettendo assieme tanti piccoli tasselli che mi riguardano – episodi pregressi, una aggressività sempre più esplicita solo per aver chiesto maggiore chiarezza – sono giunta alla conclusione che, per una parte delle organizzatrici, uno dei rapporti privilegiati è quello con le associazioni miste o di soli uomini, gli stessi con cui condividono progetti e relazioni. Gli stessi che hanno atteggiamenti pesanti, se non intimidatori, nei confronti di chi si batte contro la GPA.

Questa impressione poteva essere spazzata via con gesti e con parole mirate al recupero di un confronto tra donne; non mancano alle associazioni che hanno indetto la manifestazione – Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete Contro la violenza, UDI – Unione Donne in Italia – l’esperienza e l’autorevolezza per farlo. E’ ancora possibile. Voglio credere che sia possibile perché, diversamente, il giorno dopo saremo ancora più divise e fragili e ricattabili. Tutte, chi ha deciso di esserci e chi ha deciso di essere una di meno. Con responsabilità diverse, però.

 

NOTA PUBBLICATA SU FACEBOOK

immagine, opera di Mary Beth Edelson: great naya_bird tara_sun gloria_passage_red sophia

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Questa voce è stata pubblicata il 12 novembre 2016 da in donne, femminismo, violenza con tag , .

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