laboratorio donnae

quei pugni e calci sul ventre e le mammelle delle donne in gravidanza

di Pina Nuzzo

Si parla troppo poco della violenza contro le donne in gravidanza. Io stessa non l’avevo messa a fuoco, fino a quando i media non hanno raccontato le terribili storie di donne uccise dai partner, padri dei figli che portavano in grembo. A partire da fatti così estremi, ho cercato di saperne di più. Per capire di che cosa sto parlando, preferisco isolare alcuni dati.

…l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (2014) ci dice che la violenza domestica è una delle cause principali di morte in gravidanza.

… secondo l’ISTAT  (2015) per le donne che hanno subìto violenza in gravidanza, la situazione più comune è che l’intensità della violenza, durante la gravidanza, è rimasta costante (57,7%); per il 23,7% è diminuita, per l’11,3% è aumentata e per il 5,9% è iniziata.

…dopo gravi traumi emotivi della madre, il ritmo cardiaco del feto (dopo la 20esima settimana di gestazione) subisce un’accelerazione del ritmo cardiaco che persiste per varie settimane.

…oltre alle aggressioni sessuali e agli stupri, sono frequenti i pugni e i calci sui genitali, sul ventre e le mammelle delle donne in gravidanza. Percosse rivolte con il preciso intento di colpire sia la donna sia il figlio.

…risultano ospedalizzazioni multiple durante la gravidanza

…ciò non avviene solo in Italia. In uno studio dell’OMS, condotto in collaborazione con la London School, basato su interviste a 24.000 donne, provenienti da zone sia rurali che urbane di dieci paesi, sono state analizzate le conseguenze della violenza domestica  sulla salute delle donne: dal 30% al 50% hanno conseguenze a lungo termine ; il 25%-50% ha ricevuto percosse direttamente sull’addome.

Ci sono, infine,  studi e ricerche che aprono squarci inquietanti sugli aborti come conseguenza delle violenze o come ‘scelta’ imposta dal partner, che spesso esercita un controllo anche sulla contraccezione.

Fonte di questi dati, e di tanto altro, purtroppo, è il libro Violenza assistita, separazioni traumatiche, maltrattamenti multipli di Roberta Luberti e Caterina Grappolini, ma ciascuna può ampliare le ricerche navigando in rete.

La quantità e la qualità delle informazioni di cui oggi disponiamo, grazie anche all’esperienza accumulata attraverso i Centri antiviolenza, permettono di avviare una riflessione politica adeguata alle donne che siamo diventate e alle donne che abitano questo tempo.  Io ne avverto l’urgenza.  E provo una rabbia profonda per la sofferenza che tante sorelle subiscono, perché sono donne, perché possono mettere al mondo. E non mi arrendo all’idea che la rabbia non diventi collettiva, non diventi un fatto politico. Un fatto politico di donne che esprime le ragioni di donne.

 

https://www.amazon.it/assistita-separazioni-traumatiche-maltrattamenti-protezione/dp/885901252X

https://www.facebook.com/Violenza-assistita-separazioni-traumatiche-maltrattamenti-multipli-192256034617201/

https://www.istat.it/it/files/2015/06/Violenze_contro_le_donne.pdf

http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/cronaca/ragazza-uccia-venezia/sepolta-viva/sepolta-viva.html

immagine di Judy Chicago ‘door of perception’

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Questa voce è stata pubblicata il 5 novembre 2017 da in corpo generativo, donne, violenza con tag , .

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