laboratorio donnae

se è andata così, non significa che andrà così

 

di Benedetta De Nicola

Un lupo vide un agnello vicino a un torrente che beveva,
e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto.
Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo
di sporcare l’acqua, così che egli non poteva bere.
L’agnello gli fece notare che, per bere, sfiorava appena l’acqua
e che, d’altra parte, stando a valle non gli era possibile
intorbidire la corrente a monte.
Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse:
«Ma tu sei quello che l’anno scorso ha insultato mio padre!»

E l’agnello a spiegargli che a quella data non era ancora nato.
«Bene» concluse il lupo, «se tu sei così bravo a trovare
delle scuse, io non posso mica rinunciare a mangiarti».

Fedro- “Il lupo e l’agnello”

È andata più o meno così, o no?

Siamo nate libere solo perché la libertà non esiste, poi qualcuno ci ha affibbiato il peccato originale.

Siamo nate nude, pelose, senza costrizioni e per i successivi tre secondi che si sono susseguiti alla nascita, siamo nate senza macchia. Siamo nate senza aver bevuto l’acqua da nessun torrente, senza insultare i padri, ma siamo egualmente state mangiate.

Una volta, una donna molto forte, disse che siamo “sopravvissute”, io mi permetto di aggiungere che siamo delle sopravvissute con cognizione di causa, siamo sopravvissute per testimoniare, per studiare e per unirci.

Abbiamo vinto tante battaglie e ne abbiamo perse di più senza nemmeno poter combattere, ci siamo armate e ci hanno mangiato lo stesso, perché se il possesso è in mano ai lupi, gli agnelli, socialmente distanziati, deboli e privi di prospettive diverse da quelle che includano il solito pasto, non sono un collettivo forte.

Nel momento del distanziamento sociale, noi ci dobbiamo unire ancora una volta non per diventare leoni, ma per affermarci come agnelli, antilopi o maledetti coccodrilli. Siamo il popolo delle “a”, donn “a”, professoress “a”, mamm “a”, compagn “a”, siamo quello che vogliamo e noi, oggi, vogliamo decidere chi essere e pagarne le conseguenze. Nonostante il calendario segni due maggio venti venti, la civiltà, l’uguaglianza, FORSE, inizia ad avvicinarsi ad essere prossima ai cinque punti sotto lo zero, solo ora, solo adesso.

Perché non posso credere che un mondo dove non posso decidere di me stessa, di come mi vesto, di quello che mangio, un mondo dove non posso votare, non posso ricoprire la carica a cui ambisco e dove le mie sorelle sparse per il mondo non riconoscono ancora la propria libertà, sia il mondo civile a cui ambisco.

Questo è il coraggio a cui aspiro: un coraggio collettivo che canta sulle note della libertà.

 

contributo per il documento il coraggio a cui aspiriamo

 

immagine di Carolee Schneemann, Eye-Body

 

 

Un commento su “se è andata così, non significa che andrà così

  1. Benedetta De Nicola
    4 maggio 2020

    Grazie mille ❤

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 3 maggio 2020 da in appuntamenti, conosciamoci, donne con tag , .

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