laboratorio donnae

una tutela non richiesta

Ho inviato la lettera che segue, in fondo l’indirizzo mail per chi vuole fare copia e incolla e inviare una mail con la propria firma. Oggetto #maltrattanti

Gentile Onorevole Donatella Conzatti, per illustrare il suo disegno di legge per il recupero degli uomini maltrattanti, ha dichiarato all’agenzia di stampa Dire: “Il fenomeno della violenza contro le donne è grave e trasversale e non si fa ancora abbastanza sul tema della prevenzione. Prendendo spunto da questa analisi e dalla Convenzione di Istanbul è nato il lavoro per questo disegno di legge per potenziare la rete di aiuti del percorso maschile, per i maltrattanti, sempre e solo con l’obiettivo primario di tutelare le donne”.

Sono allibita, lei, che è pure Segretaria della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, per raggiungere “L’obiettivo primario di tutelare le donne” propone un disegno di legge per “potenziare la rete di aiuti del percorso maschile, per i maltrattanti”.

Se ho capito bene, invece di potenziare la rete di sostegno alle donne che denunciano le violenze, invece di ascoltare le madri a cui vengono sottratti i figli in nome della PAS e della bigenitorialità, anche in presenza di padri e mariti abusanti, violenti, maltrattanti, si potenzia una rete di professionisti che dovrebbero ‘redimere’ i violenti per fare un favore alle donne.

Soggetti da tutelare, lei dice. Ma noi siamo cittadine, soggetti adulti e alle donne che denunciano si deve il sostegno necessario per ripensare la propria vita e quella dei figli, quando ci sono. Non tutele come fossimo delle eterne adolescenti.

E se si è deciso di ‘redimere’ i maltrattanti, non ci raccontate che lo fate per il nostro bene; se si vogliono investire dei soldi per formare personale, non raccontateci che lo fate per il nostro bene.

Non solo non vi crediamo, ma è pure offensivo.

Pina Nuzzo

donatella.conzatti@senato.it

info intervista

Un commento su “una tutela non richiesta

  1. giusi ambrosio
    24 ottobre 2020

    Sottoscrivo il testo che condivido pienamente. Siamo sempre più convinte che i maltrattamenti e la violenza maschile su donne e bambini si avvale della complicità e comprensione di quanti non ne riconoscono le ragioni profonde. E’ la convinta superiorità del proprio essere che genera l’atteggiamento di potere che si trasforma in abuso, annientamento e distruzione di una identità che non riconosce l’essere se stessa. E’ l’ omertà di genere che sostiene i violenti e non urla la propria indignazione. I maltrattanti pentiti si autodenuncino come autori di un crimine, arcaico e volgare nelle sue forme e chiedano di poter risarcire le vittime mediante
    la richiesta di una condanna. Poi dopo si potrebbe anche auspicare un percorso di rieducazione. Non sono malati, sono solo violenti bugiardi e pericolosi.
    Giusi Ambrosio

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Questa voce è stata pubblicata il 23 ottobre 2020 da in donne, femminismo, laboratorio, violenza con tag , .

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