laboratorio donnae

OMOTRANSFOBIA: AL SENATO E’ NECESSARIO CAMBIARE IL DDL ZAN

Ho firmato l’appello con cui si chiedono modifiche al ddl Zan, Pina Nuzzo.

Chi vuole sottoscrivere può inviare una mail a: appelloddlomofobia@libero.it.

Per info e aggiornamenti: https://www.facebook.com/cambiareddlomofobia/

APPELLO

OMOTRANSFOBIA: AL SENATO E’ NECESSARIO CAMBIARE IL DDL ZAN

Siamo donne e uomini che fanno riferimento all’area politica del centro sinistra, ispirati ai valori di estrazione democratica e progressista, proveniamo da esperienze sociali e culturali differenti, da sempre schierati in battaglie contro ogni discriminazione, per la difesa dei diritti e la libertà delle donne. 

Da tempo ci interroghiamo sul come la politica e le istituzioni affrontano questioni legate alle parità e alle differenze, alle discriminazioni, alla sessualità, ai nuovi modi di nascere e crescere, alla tutela della maternità, all’integrità dei bambini.

Per brevità elenchiamo alcune delle tante riflessioni che andrebbero promosse nei partiti, nei gruppi parlamentari, nelle reti associative, tra le persone per rispondere alle inquietudini e domande sempre più complesse che investono la vita di ogni persona.

….

Ci schieriamo a sostegno di ogni azione e provvedimento che promuova l’ottenimento di diritti sociali e civili, che tuteli le persone e le comunità più esposte all’odio, alla discriminazione, alla persecuzione criminale e violenta, in ragione del sesso, dell’orientamento sessuale, o qualsivoglia altro motivo.

Pensiamo che il riconoscimento sociale e legislativo della differenza sessuale sia una conquista che oggi è messa in discussione da visioni culturali e sostenute da campagne mediatiche, che colpiscono la libertà delle donne; si intende accreditare il commercio dei corpi, proponendone addirittura una normalizzazione, in particolare con la volontà di introdurre anche in Italia la pratica della maternità surrogata oggi vietata, oppure l’esaltazione della prostituzione come libera scelta lavorativa.

Queste idee, che si sono diffuse anche nel nostro campo, concepiscono il corpo e l’essere umano come un oggetto, un bene alienabile e disponibile che entra nel mercato come qualunque altra merce: dal business della maternità surrogata alla compravendita di prestazioni sessuali. Idee propugnate come espressione di modernità, libertà e di progresso, ma che invece nascondono un’inaccettabile e arretrata visione discriminatoria e di restaurazione che relega le donne a minoranza.

Sono temi che attraversano tutte le classi sociali, che interrogano il mondo, la civiltà delle democrazie; per questo come per il bando planetario della pena di morte, è necessario impegnarsi nelle istituzioni internazionali e nei propri paesi, per il superamento di ogni forma di sopraffazione e schiavitù sessuale, e per il divieto assoluto della compravendita dei bambini.

Possiamo far molto agendo innanzitutto in Italia, costruendo alleanze tra le donne e gli uomini, a partire dagli ambiti in cui operiamo, con una particolare attenzione alla scuola, all’università alla ricerca scientifica, affinché prenda forma e forza un punto di vista autenticamente progressista.

E’ attualmente in discussione al Senato della Repubblica, il ddl Zan già approvato alla Camera dei Deputati, che dovrebbe combattere l’omotransfobia.

Riteniamo che sia essenziale e non procrastinabile l’estensione alle persone omosessuali e transessuali delle tutele previste dalla vigente legge Mancino, che contrasta il razzismo e l’antisemitismo criminali, in coerenza con la Costituzione e le Risoluzioni UE.

Vogliamo presto un provvedimento che combatta in maniera severa l’omotransfobia, ma con amarezza rileviamo che questo disegno di legge si è trasformato in un manifesto ideologico, che rischia di mettere in secondo piano l’obiettivo principale e di ridurre pesantemente diritti e gli interessi delle donne e la libertà di espressione.  

E’ un testo che va emendato prima di essere approvato, perché una legge scritta male porta a delle interpretazioni ed applicazioni controverse che riducono i diritti e non ne consentono la piena tutela.

Il ddl Zan facendo leva su un tecnicismo che appare secondario e terminologico introdurrebbe, se non emendato, una pericolosa sovrapposizione della parola “sesso” con quella di “genere” con conseguenze contrarie all’art. 3 della Costituzione per cui i diritti vengono riconosciuti in base al sesso e non al genere e non in armonia con la normativa vigente, legge n. 164/82 (e successive sentenze della Corte Costituzionale), che ammette e consente la transizione da un sesso ad un altro sulla base non di una semplice auto-dichiarazione. La definizione di “genere” contenuta nel ddl Zan, che non è accettata dagli altri Paesi, crea una forma di indeterminatezza che non è ammessa dal diritto, che invece ha il dovere di dare certezza alle relazioni giuridiche e di individuare le varie fattispecie.

Una legge attesa da decenni è stata, quindi, trasformata, in una proposta pasticciata, incerta sul tema della libertà d’espressione, offensiva perché introduce l’”identità di genere”, termine divenuto il programma politico di chi intende cancellare la differenza sessuale per accreditare una indistinzione dei generi. Un articolato che mischia questioni assai diverse fra loro e introduce una confusione antropologica che preoccupa.  Fra le conseguenze vi sono la propaganda di parte, nelle scuole, a favore della maternità surrogata e l’esclusione di ogni visione plurale nei modelli educativi.

La violenza e la discriminazione che in particolar modo colpiscono le persone transessuali e i/le giovani gay e lesbiche, sono state strumentalizzate a tal punto, che c’è il concreto rischio prevalgano visioni che, anche in altre parti del mondo, hanno aperto un conflitto rispetto all’autonomia delle donne. Per tutte queste ragioni, crediamo che la legge vada modificata, assolvendo così al compito che si prefigge: tutelare le persone lgbt.

Ci appelliamo, a tutte le persone che condividono le nostre riflessioni, affinché aderiscano a questo documento, che si prefigge il compito di costituire un’area di pensiero, azione e discussione nel campo del riformismo italiano, sui temi sopraelencati.

Per aderire appelloddlomofobia@libero.it

       Prime firme:

Federico Albano Leoni docente universitario – Roma

Annalisa Amadori insegnante Castel San Pietro – Bologna

Elisabetta Andreis giornalista – Milano

Alessandra Angeli make up artisti – Milano

Marisa Antonacci docente – Roma

Alice Arienta guida turistica, consigliera comunale Pd – Milano

Teresa Armato – già parlamentare – Napoli

Ana Arruabarrena policy advisor – Milano

Annamaria Bardellotto insegnante – San Donà di Piave

Lina Bardellotto insegnante – San Donà di Piave

Livio Barnabò consulente – Roma

Giorgio Benvenuto presidente Fondazione Buozzi -Roma

Maria Chiara Bertinotti pensionata, già responsabile Servizi all’infanzia Comune di Milano – Milano

Romana Bianchi già parlamentare – Pavia

Merj Bigaran impiegata – San Donà in Piave

Francesco Binato impiegato in pensione – San Donà in Piave

Alessandra Bocchetti saggista – Roma

Luisa Bordiga bancaria e attivista ArciLesbica – Milano

Federica Borelli Funzionaria R.L. – Roma

Giuseppe Boschini formatore già consigliere regionale ER Pd – Modena

Cecilia Brighi segretaria Italia Birmania insieme

Riccardo Brun docente – San Donà in Piave

Alessandra Brusatto assistente sociale specialista – Roma

Antonella Buccaro collaboratrice ai testi Tv – Roma

Samantha Buzzi impiegata – Milano

Neviana Calzolari sociologa – Modena

Daniela Canali insegnante in pensione Pd – Milano

Andrea Canevazzi architetto Italia Viva – Milano

Daniela Cardia funzionaria pubblica amministrazione – Roma

Maura Carrer operatrice scolastica – San Donà di Piave

Iris Carulli esperta d’arte – Roma

Giulio Cascino già dirigente d’azienda -Roma

Andrea Catizone avvocata – Roma

Rita Cavallari architetta SnoqLibere -Roma

Renata Cibin – Venezia

Silvana Chiari Italia Viva – Rozzano

Rosi Anna Clemente – volontariato sociale – Roma

Cristina Comencini scrittrice, regista SnoqLibere – Roma

Licia Conte giornalista SnoqLibere – Roma

Luisa Conti Venezia

Annalisa Cordella Italia Viva – Milano

Silvia Costa già europarlamentare – Roma

Cristina Costantini docente – Roma

Gloria Crema insegnante – Asola

Antonella Crescenzi economista SnoqLibere – Roma

Claudia Cuzziol -San Donà di Piave

Laura De Barbieri restauratrice di libri – Genova

Marcella De Carli Ferrari insegnante – Milano

Marina De Palo docente universitaria – Roma

Alessandra De Perini – Venezia

Maria Gabriella Di Giacomo insegnante – Roma

Daniela Dioguardi già parlamentare Udipalermo – Palermo

Paola Fanton libera professionista – San Donà di Piave

Emma Fattorini docente universitaria – Roma

Maria Giuseppina Faruffini architetta – Genova

Cristina Favati insegnante in pensione Italia Viva – Genova

Debora Fiorentino impiegata – San Donà in Piave

Manuela Fiorini de Rensis amministratrice SnoqLibere – Roma

Flavia Franceschini artista e attivista ArciLesbica  – Milano

Lucia Franci direttrice creativa/regista – Milano

Giovanni Garbin impiegato – San Donà in Piave

Fabrizia Garroni giornalista – Roma

Luisa Genevini insegnante – Asola

Lucia Giansiracusa impiegata e attivista ArciLesbica – Milano

Francesca Girace già presidente Commissione Pari Opportunità Campania – Napoli

Milena Girardi casalinga – San Donà di Piave

Silvana Giraldo – Venezia

Fabrizia Giuliani docente universitaria già parlamentare SnoqLibere – Roma

Cristina Gramolini insegnante presidente ArciLesbica Nazionale

Bice Grillo biblioteca delle donne e centro di consulenza legale Udipalermo– Palermo

Donika Hamati – casalinga – San Donà di Piave

Gemma Infurnari insegnante Udipalermo– Palermo

Francesca Izzo docente universitaria SnoqLibere – Roma

Ida La Porta biblioteca delle donne e centro di consulenza legale Udipalermo – Palermo

Marina Leopizzi Udipalermo – Palermo

Lia Lepri sindacalista – Roma

Maria Paola Leucci Italia Viva – Lecce

Piergiorgio Licciardello ingegnere consigliere comunale Pd – Bologna

Nadia Lucchesi – Venezia

Marcella Lucidi avvocata, già parlamentare – Roma

Ignazio Malocco architetto – San Donà di Piave

Franca Mammoliti Pd – Milano

Americo Mancini giornalista – Roma

Aurelio Mancuso presidente Equality Italia, del Direttivo Pd I Municipio – Roma

Cristina Maranesi Pd – Lecco

Andrea Marastoni funzionario pubblico – Asola

Valentina Marcon graphic designer – Milano

Franca Marcomin – Venezia

Francesca Marinaro già parlamentare SnoqLibere – Roma

Maddalena Marino psicologa-psicoterapeuta -Palermo

Giovanna Martelli esperta programmi di cooperazione e sviluppo – Roma

Ferdinando Masullo giornalista – Roma

Flaviana Meda dirigente scolastica – San Donà di Piave

Maria Luisa Mello regista – Milano

Maria Teresa Menotto direzione nazionale Pd – Venezia

Mauro Mercatanti pubblicitario – Milano

Michele Mezza giornalista -Roma

Giovanna Minardi docente universitaria – Palermo

Caterina Misiti del Direttivo Circolo Pd Bellezza-Vigentino – Milano

Gisella Modica scrittrice Udipalermo – Palermo

Sandra Morano ginecologa – Genova

Raffaele Morese presidente associazione presidente Ass. Koiné  – Roma

Enrico Moreschi ingegnere informatico – San Donà in Piave

Filippo Moreschi insegnante – San Donà in Piave

Pina Nuzzo Laboratorio Donnae – Roma

Andrea Paganello perito – San Donà in Piave

Paola Panerai docente – Roma

Patrizia Pappalardo religiosa – Roma

Giuseppe Paruolo consigliere regionale Pd Emilia Romagna – Bologna

Beppe Pavan Uomini in cammino – Pinerolo

Claudia Pedrotti avvocata centro consulenza giuridica Udipalermo – Palermo

Adelaide Pelizzon ragioniera – San Donà di Piave

Chiara Pelizzon impiegata Ulss – San Donà di Piave

Donatella Persichetti funzionaria pubblica amministrazione SnoqLibere – Roma

Rosangela Pesenti scrittrice – Bergamo

Rosa Petagna insegnante – Roma

Gabriele Petrolito medico, assessore politiche sociali PD – Mirano

Maria Concetta Petrollo, Direttrice Biblioteca Elio Pagliarani, Roma

Simona Pianese dirigente scolastica – Roma

Laura Piretti già docente universitaria Udi Nazionale – Modena

Silvia Pizzoli impiegata SnoqLibere – Roma

Fabio Pizzul giornalista, consigliere regionale Pd Lombardia – Milano

Anna Maria Pizzuti pensionata – Roma

Giuseppe Pizzutoli poliziotto – Bari

Michele Pizzutoli guardia giurata – Bari

Francesca Polo editrice, Milano

Renato Righi giornalista – Roma

Sara Rinaudo impiegata – Bergamo

Emanuela Risso libera professionista – Genova

Annamaria Riviello insegnante – Potenza

Graziella Rizzetto casalinga – San Donà in Piave

Simonetta Robiony giornalista – Roma

Maddalena Robustelli blogger – Sala Consilina

Cecilia Sabelli esperta di comunicazione SnoqLibere – Roma

Michele Santantonio studente – Roma

Raffaella Santi Casali consigliera comunale Pd – Bologna

Renata Secco – San Donà di Piave

Serena Sapegno docente universitaria SnoqLibere – Roma

Celestino Spada vice direttore rivista Economia e Cultura – Roma

Elena Staropoli project manager – Milano

Pilar Savaria sindacalista – Roma

Lella Stefania manager sportiva – Roma

Costanza Silbernagl psicologa consigliera comunale Pd di Daverio – Varese

Vittoria Tola segreteria nazionale UDI – Roma

Andrea Tomasetto regista documentarista – Torino

Fausto Tortora vice presidente Fondazione Basso – Roma

Maria Cristina Treu architetto – Milano

Roberta Trucco professione casalinga e scrittrice – Genova

Antonio Tursilli ingegnere – Roma

Desirèe Urizio – Venezia

Giuseppe Vacca filosofo, storico – Roma

Roberta Vannucci impiegata e attivista ArciLesbica – Firenze

Suny Vecchi – Roma

Sara Ventroni assegnista di ricerca SnoqLibere – Roma

Giuliana Vogel giornalista in pensione – Milano

Francesca Zaltieri docente, coordinatrice Italia Viva – Mantova

Stella Zaltieri Pirola attrice e attivista ArciLesbica – Milano

Rita Zanutel insegnante in pensione – San Donà in Piave

Irene Zappalà assessora Pd Nova Milanese – Milano

Agnese Zappalà giornalista – Milano

Sabina Zenobi insegnante e attivista ArciLesbica – Milano

Alessandra Zoccante impiegata – San Donà in Piave

(firme al 12 Aprile 2021, qui gli aggiornamenti https://www.facebook.com/cambiareddlomofobia/)

Un commento su “OMOTRANSFOBIA: AL SENATO E’ NECESSARIO CAMBIARE IL DDL ZAN

  1. giusi ambrosio
    13 aprile 2021

    Condivido e sottoscrivo. Giusi Ambrosio

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Questa voce è stata pubblicata il 12 aprile 2021 da in diritti, donne con tag .

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