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Art. 116/Titolo V

Maria Cristina Rizzo

Per comprendere meglio come il Titolo V della Costituzione, relativo agli Enti Locali, sia stato modificato prima con la riforma costituzionale del 2001 ed ora con questa del 2016 credo sia opportuno partire dal testo originario.

Art. 116 testo originario (1948):
Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adice/Sudtirol e la Valle d’Aosta/Vallée D’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

Art. 116 Testo vigente (come riformato nel 2001)

1° comma: Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

2° comma: La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.

3° comma: Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117
e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l) limitatamente all’organizzazione della  giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione  interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.

Art. 116 Testo riformato (riforma 2016)

1° comma: Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.
IDENTICO

2° comma: La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. IDENTICO

3° comma: Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l) , limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace,
m), limitatamente alle disposizioni generali e comuni per le politiche sociali, n), o), limitatamente alle politiche attive del lavoro e all’istruzione e formazione professionale, q) , limitatamente al commercio con l’estero, s) e u), limitatamente al governo del territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119, purché la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio.
La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa tra lo Stato e la Regione interessata. MODIFICATO

La prima considerazione che ti viene da fare partendo dal testo originario è che un testo semplice lo si è complicato, rendendolo inintelligibile.
Lo ha fatto il legislatore costituzionale del 2001; lo ha rifatto il legislatore costituzionale del 2016.
Purtroppo lo fa da troppi anni questo nostro legislatore anche per le leggi ordinarie perché ha perso il dono della semplicità.
Ieri mi sono imbattuta per lavoro nel famoso Decreto Bersani del 2006 e non si può raccontare.
Cercando di interpretarlo, consapevole dei margini di errore, questo articolo praticamente ha ampliato le materie in cui possono avere maggiore autonomia le Regioni, a condizione però che le stesse abbiano il bilancio in equilibrio. Ha previsto poi che le nuove materie da conferire alle Regioni siano approvate da entrambe le Camere; quindi una materia importante, per la quale è rimasto in piedi il bicameralismo. E questo ha un senso ancor di più con il nuovo Senato delle Regioni o delle Autonomie, come si chiama anche il Senato della nuova riforma.
Fosse per me riscriverei di sana pianta tutto il titolo V. E non solo. Fosse per me riscriverei ex novo tutte le leggi per renderle comprensibili.
Ma questa è pura utopia.
E quindi che fare? Mi riservo di dire il mio pensiero sul referendum quando avrò finito il Titolo V.

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