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Art. 75

Maria Cristina Rizzo

Art. 75 testo vigente:
1° comma: È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

2° comma: Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

3° comma: Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

4° comma: La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

5° comma: La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Testo modificato:
1° comma: È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente forza di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. SOSTANZIALMENTE IDENTICO (è stata sostituita solo la frase “avente valore di legge” con la frase “avente forza di legge”)

2° comma: Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare
trattati internazionali. IDENTICO

3° comma: Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori SOSTANZIALMENTE IDENTICO

4° comma: La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. MODIFICATO. INTEGRATO.

5° comma: La legge determina le modalità di attuazione del
referendum. IDENTICO.

Prima del commento ho bisogno di condividere uno stato d’animo.
Mi sono approcciata a questo articolo pensando che avrei espresso un NO convinto poiché da tutte le discussioni che ho sentito sinora mi ero convinta che il numero dei cittadini necessario per chiedere il referendum fosse stato elevato da 500.000 a 800.000. Consideravo questa scelta una lesione del diritto di partecipazione dei cittadini poiché raccogliere 800.000 firme per proporre un referendum non è come raccoglierne 500.000 che già sono tante.
Poi leggo l’articolo e che cosa scopro?
Scopro che le firme sono rimaste 500.000 e quindi sono stata informata male o, forse, ho capito male (diciamo così).
Scopro poi che nel 4° comma si parla di 800.000 elettori ma solo per permettere che un referendum passi con una maggioranza più bassa.
Mi spiego meglio.
Se il referendum viene chiesto da almeno 500.000 elettori perché sia valido è necessario che votino la metà più uno degli aventi diritto al voto.
Se il referendum viene chiesto da almeno 800.000 elettori è sufficiente la maggioranza più uno dei votanti alle precedenti elezioni della Camera dei Deputati. Quindi una percentuale più bassa di votanti.
Quasi una forma compensativa con i 300.000 elettori in più richiedenti il referendum.
L’ipotesi di un referendum richiesto da 800.000 elettori quindi è stata prevista in aggiunta e non in sostituzione della previsione che richiede 500.000 elettori.
Spero di aver capito male sinora la posizione di chi sostiene il NO a proposito di questo articolo.

Io dico SI

 

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