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Conclusione

Maria Cristina Rizzo

Concludo l’esame della riforma costituzionale riportando i due articoli finali della Costituzione.
Sono il 138 ed il 139 e disciplinano la revisione delle costituzione e le leggi costituzionali e l’immodificabilità della forma repubblicana.
In realtà non sono stati toccati dalla riforma ma credo non dispiaccia sapere che cosa dicono, anche per correggere (non me ne vogliano i tanti amici miei che fanno questo errore) l’affermazione di quanti sostengono che questa riforma non è stata approvata dall’intero Parlamento e quindi non sarebbe legittima.

Art. 138 vigente
1° comma: Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

2° comma: Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

3° comma: Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Art. 139 vigente
La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

Commento: Dalla lettura dell’art. 138 ci si rende conto che una legge di riforma costituzionale ha un iter particolarmente complesso perché richiede che Camera dei Deputati e Senato la approvino due volte ciascuno ed ogni volta la legge deve essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.
Si fa ricorso al referendum confermativo della legge di revisione costituzionale solo se la legge di revisione costituzionale, pur essendo stata approvata almeno due volte dalla Camera e due volte dal Senato, non sia stata approvata in seconda votazione dalla maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
L’attuale legge di revisione costituzionale (la cui discussione in Parlamento è durata 20 mesi) è passata tre volte alla Camera e tre volte al Senato e all’inizio è stata approvata con una maggioranza più ampia poiché era sostenuta anche da Forza Italia.
Oggi Forza Italia fa parte del fronte del NO.
I forzisti dicono perché la riforma non è di loro gradimento.
I piddiini dicono che Berlusconi si sia risentito quando Renzi ha deciso l’attuale Presidente della Repubblica, poco gradito a Berlusconi.
Giochi di potere sulle teste dei cittadini.

L’art. 139 è quello che chiude la Costituzione e dice chiaramente che nessuna legge di revisione costituzionale potrà intaccare la forma repubblicana del nostro Paese. Per me, in assoluto, l’articolo più bello.

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