laboratorio donnae

a Farinetti

Donna-Carota-Luigi-Serafini21

Per me, fino a oggi,  Eataly era quel posto a Roma dove andare a mangiare una meravigliosa focaccia barese, dove trovare prodotti della mia terra con un buon rapporto qualità prezzo. Eataly voleva anche dire rivalutazione di un enorme spazio della città e la possibilità di nuovi posti di lavoro, non solo a Roma.

Da oggi, pensando a Eataly, penserò alla donna carota. Immagine per me  inquietante, fastidiosa, respingente. L’arte è arte potrebbe dirmi e non si mettono le briglie agli artisti. Vero. E’ pure vero che l’arte non è “neutra”,  ma sessuata. Non è solo una mia opinione, diversi studiosi dell’arte lo affermano; è facile documentarsi.

Io ho intenzione di visitare l’Expo, ma non passerò da Eataly perché di fronte a un’opera che propone una rappresentazione sessista della donna, io mi sottraggo. Sottraggo lo sguardo. E faccio a meno della focaccia barese.

Non chiedo e non promuovo censure, ma ricordo a chi vuole vendere un prodotto che le donne dispongono di denaro e sono delle consumatrici. Anzi, indirizzano molti consumi, fanno opinione.

Pina Nuzzo

 

link per chi vuole vedere l’opera in tutto il suo splendore: http://www.plastikart.it/donna_carota_luigi_serafini_expo_2015_eataly/

6 commenti su “a Farinetti

  1. giusi ambrosio
    14 maggio 2015

    Tu dici inquietante, ma anche indecente!! come sia possibile, ed è possibile, che in tanti e in tante a scopo di lucro non abbiano sviluppato alcun sentimento del decoro e della dignità nella considerazione dell’immagine e del corpo di donna.
    Quando poi la pretesa è artistica mi pare veramente una grande miseria.
    Al confronto sembra quasi una poesia romantica l’antica immagine del “Chiamami Peroni e sarò la tua birra”.
    Un ciao e teniamoci strette Giusi Ambrosio

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  2. admin
    14 maggio 2015

    Uffa

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  3. Natale Minniti
    15 maggio 2015

    Io a Milano avrei preferito continuare a vedere il TEATRO SMERALDO… altro che rivalutazione degli spazi..

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  4. annamaria1954
    16 maggio 2015

    Brava Pina, ben detto! E basta con questa trasformazione della donna in ortaggi, anche in pubblicità, e poi oggetti, sapori, aromi. Qui cadaveri semi-interrati ma con la vagina ben in mostra e due simboli fallici in mano, ma che schifo! Non è arte, è esternazione di una fissa per il sesso, è un voler mortificare ( letteralmente) la donna perché viva e attiva fa paura, orizzontale se ne sta lì buona, poi neanche può camminare senza gambe, meglio ancora! Per carità!

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  5. Paolo
    16 maggio 2015

    tutti noi siamo sessuati quindi anche l’arte lo è, ciò non significa necessariamente sessismo ma l’opera in questione fa schifo, e per me non è neanche arte

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Questa voce è stata pubblicata il 14 maggio 2015 da in arte, donne, sessismo con tag , , , .

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